"Purosangue", una grande storia di sport

Di MARCO CESTE ,

purosangue BACK STAGE TOP ATLETI
purosangue BACK STAGE TOP ATLETI

di Marco Raffaelli

Fotografia e Corsa, un fermo immagine e la velocità, due realtà diverse, ma che sono l’una dentro l’altra. Allo stesso modo, da sempre, sono nella vita di Max Monteforte. Lo studio e la passione per il cinema, l’amore per la corsa, lo hanno portato a raccontare una storia che narra le vite di due atleti. “Purosangue” è il cortometraggio prodotto da Max Monteforte. Una storia dove, lo sport, la fatica, il doping e la lealtà s’incrociano e si rincorrono. Max, è il personaggio interpretato dall’attore Gianluca Scuotto. Un ragazzo, un professionista dell’atletica, alla sua ultima occasione, con il doping nel sangue e Chelimo, un postino keniano, alla sua prima occasione, con la corsa nel sangue, interpretato dal bravo atleta Festus Langat. Molto diversi tra loro, condividono però la stessa passione e lo stesso manager che è disposto a tutto per far vincere i cavalli di razza della sua scuderia.

“Purosangue” è una scommessa dietro la quale hanno voluto puntare professionisti del mondo del cinema e dello sport. Uno staff di tecnici, attori, maestranze, amici e appassionati. Virginio Favale è il regista, Nel film recitano attori come: Sebastiano Colla, il manager (attore di teatro e di fiction, insegnante di recitazione), Giuseppe Cruciani, il dottore (vero maratoneta e noto conduttore del programma “La Zanzara” su Radio24 e opinionista a Controcampo), Roberto Pedicini che sarà capace di emozionare tutti, come solo la sua voce sa fare (la voce fuori campo del padre di Max), Gianluca Scuotto impersona Max, ha alle spalle varie esperienze di teatro e di fiction.

Venti minuti di pellicola in cui sono stati racchiusi sogni, attese, scomode verità del nostro mondo. Due atleti a confronto su piani diversi, il doping cercherà di appiattire tutto, levigando il percorso, azzerando le distanze facendo sentire tutto più semplice. Sullo sfondo c’è la Maratona di Roma, gara per la quale gli atleti si preparano con strumenti diversi, che li porteranno su strade contrapposte. Un confronto da cui ne uscirà una soluzione, la migliore per alcuni, la più sofferta per altri.

Le riprese del film sono state fatte tra Roma e i villaggi di Kericho ed Iten in Kenya. Lavorare in Africa, nella terra dei più grandi maratoneti al mondo è stata un’esperienza umana e professionale importante. Roma è un set cinematografico naturale da sempre.

Un valido sostegno tecnico ed economico in termini d’investimento sono stati: Maratona di Roma con Enrico Castrucci vero motore del progetto, l’azienda New Balance, sponsor di Max Monteforte fin dal lontano 2002, il negozio Noi Sport con particolare riferimento a Gianluca Proni e non ultima la rivista “Correre”. Tutto ciò senza dimenticare la Radio Città Futura, e la Canon che seguono tecnicamente tutto il progetto.

Il corto sarà nei più importanti festival del cinema del mondo e nei giorni che precederanno la Maratona di Roma del 18 marzo 2012, ci sarà la presentazione alla stampa e al pubblico italiano.

Il film si chiude con una scena corale, quasi d’altri tempi, un momento di gioia e riscatto del nostro mondo. Max Monteforte ha voluto far uscire sotto il sole, il criceto che corre per tutto il film dentro una ruota, metafora dell’atleta infangato dal doping, senza una direzione. Gli amici di sempre di Max Monteforte hanno voluto condividere quel minuto finale correndo insieme, con delle maglie rosse, tutti sulla battigia del mare di Ostia. Un “momento di gloria” per tutti noi, dove gli atleti, come globuli rossi portano ossigeno e idee agli spettatori, fieri di aver fatto un lavoro dal sangue puro.



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