Troppe gare di corsa non fanno bene a Torino? La risposta della Fidal

Di GIANCARLO COSTA ,

L'abbraccio tra i primi due con il patron della Turin marathon Chiabrera sullo sfondo
L'abbraccio tra i primi due con il patron della Turin marathon Chiabrera sullo sfondo

Dopo l'articolo comparso sul quotidiano La Stampa a pagina 49 di lunedì 5 gennaio con il titolo “Troppe gare di corsa non fanno bene a Torino - Il presidente della Turin Marathon: investire di più sulla promozione”, non s'è fatta attendere la risposta del Comitato regionale Fidal Piemonte, che ricevuto in redazione via email, pubblichiamo di seguito.

“E’ con un certo stupore che apprendiamo attraverso alcuni articoli del quotidiano “La Stampa” un vivace dibattito sul presente e futuro della corsa sulla Città di Torino.

Stupore che ci deriva in primis dal non vedere riportato il pensiero della Federazione, e poi di essere stati chiamati in causa dal Presidente del CUS Torino, nonché Consigliere Nazionale della Federazione, Prof Riccardo D’Elicio , come coloro che dovrebbero gestire “meglio” il calendario sportivo.

Pur senza alcuna vena polemica, ma unicamente per maggiore chiarezza premettiamo, e il Consigliere Fidal ben dovrebbe saperlo, che organizzare manifestazioni è un diritto degli affiliati alla Federazione di Atletica, diritto che naturalmente deve rispettare regole e norme precise e che lo stesso Statuto Federale riconosce. Non riusciamo quindi a capire perché si debba chiedere alla Federazione di fungere da “vigile” delle eventuali problematiche cittadine (o, come pare essere più sottointeso, delle diverse rivalità tra organizzatori).

Il nostro compito è promuovere l’attività, non certo cassarla o ridurla. Certamente è nostro interesse che il movimento sia organizzato in modo fluido e si presentino le migliori opportunità per gli appassionati che desiderano competere così come per gli organizzatori che desiderano offrire loro opportunità di partecipazione.

Come hanno rilevato quasi tutti gli addetti ai lavori intervistati, e le cui dichiarazioni sono riportate su La Stampa dello scorso 6 Gennaio, il tema di un iper affollamento di manifestazioni sulla Città di Torino lanciato dal Presidente di Turin Marathon Luigi Chiabrera non pare essere il problema, ma piuttosto di qualità organizzativa, come sottolinea Alessandro Rastello, grande atleta del mondo della corsa prolungata e oggi presidente di Base Running.

Non è questa la sede per addentrarci più di tanto su numeri e statistiche ma, al fine di rendere più evidente anche la problematica che accompagna la gestione di un calendario di eventi in Piemonte, è utile sottolineare che la FIDAL nel 2014 ha approvato 167 manifestazioni di corsa su strada e 58 di corsa in montagna per un totale di 225 manifestazioni da tenersi in 52 settimane. Se si considera che queste sono concentrate prevalentemente nel periodo tra marzo e giugno e tra settembre ed ottobre, in realtà le richieste sono concentrate in 26 settimane.

Inoltre la parte Internazionale e Nazionale del calendario è  gestita dalla Federazione Internazionale IAAF, dalla Federazione Europea (EAA) e da FIDAL Nazionale, che, naturalmente hanno la precedenza sulle esigenze regionali. Può così capitare che, a calendario regionale ufficializzato e pubblicato, la Turin Marathon in programma il 15 novembre venga spostata d’ufficio al 4 ottobre senza interpellare il Comitato Regionale e stravolgendo di fatto il calendario già esistente. Ad esempio: solo 15 giorni dopo a Verbania si svolge la Maratona del Lago Maggiore, il 4 ottobre a Telese Terme si svolge il Campionato Italiano Assoluto individuale e di società  di Mezza Maratona e l’11 ottobre ad Arezzo il Campionato Italiano Master individuale e di società  di Mezza Maratona.

Al calendario Fidal vanno poi aggiunte anche il centinaio di manifestazioni organizzate dagli Enti di Promozione Sportiva – in numero rilevantissimo da uno in particolare – che, eludendo spesso norme e convenzioni in essere, coinvolgono la stessa popolazione di podisti  della FIDAL; e un numero imprecisato (a occhio un centinaio) di pseudo non-competitive organizzate  “fai da te” (ossia senza una minima approvazione e controllo federale).

Il prossimo 8 Marzo a Torino il CUS Torino organizza la seconda edizione della corsa non competitiva Just the Woman I Am, ma lo stesso giorno sempre sul territorio di Torino il Consiglio FIDAL Nazionale ha assegnato alla GSPT ’75 Cuore da Sportivo i Campionati Italiani e Individuali Cross Master (campionato nazionale federale). Cosa avremmo, o dovremmo fare secondo quanto dichiarato? Non approvare la manifestazione Just the Woman I Am o revocarne l’approvazione?

Tutta la strumentalizzazione apparsa in alcuni interventi riportati nei citati articoli, come evidenziato dalle righe sopra esposte, pare cogliere più interessi diretti che generali ed è ben lontana dal pensiero del Comitato Regionale FIDAL, il quale, come già accennato, desidera poter offrire le migliori opportunità a tutti nel rispetto di una organicità il più possibile fluida del proprio calendario e nel rispetto dei diritti di tutti i suoi affiliati.

Concludiamo con un’ultima annotazione non registrata tra le tante voci raccolte: non sarebbe stato rilevante sollevare il tema dei costi sempre più elevati che alcuni eventi come mezze maratone e maratone in particolare richiedono ai podisti?

Non sempre questi sono giustificati da servizi adeguati ma, fatto ancor più importante, se veramente vogliamo parlare di incentivazione o disincentivazione alla pratica della corsa certamente il peso economico della partecipazione ai numerosi eventi è un tema di assoluta importanza e di forte impatto sociale.”

Fonte COMITATO REGIONALE FIDAL PIEMONTE

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Può interessarti