Tre Rifugi Vintage: in Val Pellice cronaca di un successo annunciato

Di GIANCARLO COSTA ,

Marina Plavan vincitrice con Ivana Costabel della Tre Rifugi Vintage (foto Piccardino)
Marina Plavan vincitrice con Ivana Costabel della Tre Rifugi Vintage (foto Piccardino)

Le premesse c’erano davvero tutte perchè la giornata del 20 Agosto 2015, nonché quarantesimo anniversario della 3 Rifugi Valpellice, fosse una giornata leggendaria. E così è stato! Aggregazione, amicizia, divertimento, sport vero e sana competizione sono stati solo alcuni degli ingredienti che hanno reso questo giorno storico ed indimenticabile per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di esserci: come atleti, come organizzatori o come “semplici” spettatori. Gradite sorprese hanno inoltre accompagnato questa “Splendida Giornata” (cit.Vasco Rossi), dove anche il meteo ha capito che non era il giorno adatto per fare le bizze e non ha potuto far altro che illuminare l’alta Valpellice con uno splendido sole e una gradevole temperatura. Si parlava di sorprese quindi: su tutte la presenza di personaggi che hanno fatto la storia della Tre Rifugi trionfando in edizioni veramente “Vintage”. Personaggi come Livio Barus (vincitore negli anni ‘88-‘94-‘95), Elio Ruffino (anni ’79-’80-’82-’83-’90), Gabriele Barra (anni ’84-‘86-‘87-’88) e Dario Viale, mai vincitore alla Tre Rifugi ma capace del secondo miglior tempo di sempre (2h04’) ottenuto per sua sfortuna proprio nell’anno del trionfo del forestale Claudio Galeazzi in 2h02’ (1991). E ancora, al femminile, la presenza di Maria Long e Ivana Giordan su tutte (entrambe vincitrici di ben 5 edizioni). Onore a tutti i personaggi sopra citati che non solo erano presenti ma si sono “rimessi in gioco” per l’occasione presentandosi tutti sulla linea di partenza.

Emozioni a non finire poi durante la corsa! Su tutte LA GENTE, numerosissima in ogni parte del percorso…ed in particolare al col Manzol. Un’emozione indescrivibile alzare la testa, vedere i cosiddetti “indiani” lassù sul colle e udire il loro boato di incitamento verso ogni concorrente. E poi la formula a cronometro di questa gara ti permette di correre, anche se per pochi minuti (o più probabilmente pochi secondi) a fianco a fianco di campioni che in tutte le altre gare vedi solo alla partenza. E solo alla Tre Rifugi ti può capitare che Paolo Bert si fermi (durante la gara!) chiedendoti la macchina fotografica per farti due foto ricordo e poi riparta per andare a riprendere il socio! Grazie Paolo! Insomma, cose uniche che solo in questa gara possono accadere perché QUESTA gara è UNICA!!!

Ma la Tre Rifugi ci ha anche insegnato molte cose: ci ha insegnato che la storia, il mito, la leggenda (anche seppur “solo” di una corsa si tratta) sono indelebili e rimangono sempre nei cuori della gente perché malgrado gli anni passino e miriade di altre gare vengano organizzate, pubblicizzate e sponsorizzate molto più assiduamente e intensamente, LEI per noi rimane sempre la Regina di tutte le corse. La Tre Rifugi ci ha insegnato che non sempre le persone guardano i montepremi, i soldi, il tornaconto: a volte la gente ha bisogno di cose semplici come la passione, l’amicizia e la condivisione di qualcosa che si ritiene essere importante.

E per finire in bellezza veniamo alla corsa vera e propria. Vorrei partire sottolineando l’incredibile numero di partecipanti, un successo senza precedenti: quasi 200 coppie al via, polverizzato quindi il record di 162 coppie del lontano 1981. Qualcuno dirà “si ma il fatto di non dover appartenere a nessuna società ha favorito l’alto numero di iscrizioni”. Sbagliato! Anche nelle prime 17 edizioni (compresa quindi quella dell’appena citato ’81) non vi era alcun obbligo di tesseramento. Pertanto record di presenze…omologato!

Ed ora i risultati cronometrici. E’ vero, era una cosiddetta “rievocazione storica non competitiva”…ma è altresì vero che già scorrendo l’elenco degli iscritti, si poteva capire fin da subito che, malgrado la formula fosse quella, competizione ce ne sarebbe stata…e anche parecchia! Alla fine i più veloci sono stati i giovanissimi Filippo Barazzuol e Diego Ras che hanno “danzato” sul mito in 2h16’05’’. Dietro di loro i fratelli Bonetto (Fabio e Stefano) in 2h23’50’’. Terzi Paolo Bruno Franco e Massimo Depetris (2h27’14’’). E poi ancora, Paolo Bert e Davide Bonansea (2h28’10’’), Massimo Lasina e Taziano Odino (2h29’36), Manuel Bortolas e Paolo Nota (2h29’56’’), Loris Tourn e Andrea Barale (2h34’45’’), Simone Lasina e Marco Bergo (2h36’14), Massimo e Claudio Garnier (2h36’19) Raffaella Miravalle e Roberto Giacchetto, decimi assoluti in 2h36’29” e prima coppia mista! Al femminile le prime a giungere al traguardo sono state Marina Plavan e Ivana Costabel dopo 3h18’24”.

Finisce così questa giornata, faticosa ma stupenda, dura ma gioiosa, interminabile ma nello stesso tempo breve perché vorresti che non finisse mai!

Di Daniele Zoppi – organizzazione Tre Rifugi Vintage

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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