Toubkal Marathon: le frecce catalane volano sui sentieri dell’Alto Atlante

Di GIANCARLO COSTA ,

01 Corinne Favre e Christophe Doulat nella salita della Cascata
01 Corinne Favre e Christophe Doulat nella salita della Cascata

“Toubkal Marathon…Toubkal Marathon” questa le parole dei bambini dei villaggi attraversati dalla corsa con le quali accompagnavano i corridori verso il traguardo di Imlil. Correvano, protendevano le mani per il “cinque” a mano aperta, per loro era un momento quasi di gloria, correre accanto ai corridori del Toubkal.

4167 metri di quota, la montagna più alta del Nord Africa, la più conosciuta dell’Alto Atlante, uno dei simboli del Marocco, da 2 anni è diventato il punto più alto di una delle corse in montagna più estreme del mondo, inventata dal genio organizzativo di Nico Valsesia, dal suo staff e dai vari rappresentanti della regione di Marrakech e di Imlil, il paese a 1700 metri di quota, base della manifestazione e di tutti i trekking che vanno ad attraversare il Parco Nazionale del Toubkal.

Dopo l’edizione del 2009 con 2 gare, la Marathon di 42 km e l’Ultra Trail di 125 km, un’unica gara nel 2010, la Marathon sui 42 km ma soprattutto di 3313 metri di dislivello sia in salita che in discesa. Grande gara quella di giovedì 7 ottobre, sia per il percorso, che per la qualità dei partecipanti. Siamo in Marocco, terra di corridori, nella zona dei Berberi, il popolo delle montagne, che con orgoglio vogliono essere i migliori sui sentieri di casa. Nel 2009 a loro le vittorie maschili e alle italiane Cecilia Mora la 42 km e Maria Giovanna Cerutti la 125 km. Ma quest’anno la Spagna, anzi la Catalogna, lancia il guanto di sfida. La Toubkal Marathon è la prova finale del circuito Mountain Running International Cup, costituita dalla corsa nei Paesi Baschi Ternua Arratzu Urdaibai Mendi Lasterketa, la greca Olympus Marathon, la catalana Olla de Núria, la francese  Course des Perics e la valdostana Aosta-Becca di Nona-Charvensod. Gli iberici si presentano in forze e vincono sia al maschile che al femminile, dominando sui sentieri berberi  e sfidando con successo gli atleti di casa sul loro terreno preferito, la discesa.

Alle 6 del mattino, sotto l’arco della Red Bull, un centinaio di corridori un po’ infreddoliti dall’alba delle montagne africane, partono dietro a Nico Valsesia, che lancia il primo km di gara per le vie di Imlil fino al primo sentiero, dove inizia la sfida tra i corridori africani e quelli catalani. La prima salita porta al Colle Tizi Mzik (quota 2488 m), per scendere con lunghi traversi fino al primo rifornimento del rifugio Tamsoult, dopo di che si ricomincia a salire verso la Gran Cascata, un ambiente incredibile per la latitudine in cui si corre e le cosidette “100 urlanti”, un sentierino ripido e stretto dove le inversioni sono un centinaio che portano al passaggio del Colle Tizi n’Aguelzin a quota 3557 metri. Da qui una lunga e tecnica discesa porta nei pressi del rifugio Nelter o Toubkal, che si raggiunge con una progressiva risalita. Il rifornimento è solo un “pit stop” prima della parte più dura ed estrema del percorso, i 1000 metri di dislivello in 3,5 km che portano alla vetta del Jbel Toubkal a quota 4167 metri. E’ il tetto del Nord Africa, il vento fortissimo ha pulito il cielo, lo sguardo si perde verso il deserto per un attimo, ma è già ora di scendere, per 17 km e 2400 metri di dislivello sulla classica via che attraverso Chamarauch riporta ad Imlil. 

Fenomenali i primi due catalani, gli unici a salire al Toubkal sotto le 4 ore, 3h43’ e 3h44" il tempo migliore. Michel Rabat scende deciso, sembra un torello furente alla carica, sfida le leggi di gravità sul pietrisco del ripidissimo  sentiero, le rocce sopra il rifugio e il tecnico sentiero che riporta al traguardo. 5h05’40” il tempo della sua vittoria, 34 minuti meglio della vittoria del 2009 e questo la dice lunga sul livello della gara. Lo accompagnano sul podio il compagno di squadra Pere Aurell in 5h10’48” e il marocchino Hmide Ait El Modan terzo in 5h24’30”. Strepitosa la discesa dal quarto, il basco di origini rumene Ionut Alin Zinca che ritorna ad Imlil in 1h19’, per un tempo finale di 5h27’56”, lasciando stupefatti pubblico ed atleti di casa. Quinta piazza per Omar Azdour in 5h39’34” e sesto il vincitore del 2009, Lahcen Elkadi in 5h40’50”, che ripete il tempo ma non il piazzamento visto il parterre dei concorrenti. Il migliore degli italiani risultava Carlalberto Cimenti 15° in 6h36’19”.

Combattuta ed emozionante la gara femminile, con Cecilia Mora a prendere il comando delle operazioni fin dalla prima salita, con la catalana Nuria Picas incollata, terza la francese Corinne Favre. Sulla seconda salita Cecilia allunga, la catalana cede un po’ e Corinne Favre in progressione recupera e scollina seconda. In discesa inizia la progressioni dalla Picas, che sulla terza salita che porta al Toubkal inizia a carburare. La sua discesa è un numero strepitoso, 1h32’ per lei che la porta vittoriosa sul traguardo di Imlil in 6h14’52”, oltre un’ora meglio del tempo vittorioso del 2009, che apparteneva a Cecilia Mora, che dopo un a caduta viene raggiunta e rincuorata dall’amica-rivale Corinne Favre con la quale decide di tagliare mano nella mano il traguardo per un ex-equo in 6h54’05” che per lei rappresenta un personale migliorato comunque di mezz’ora. Le seguono le catalane Delphine Olive quarta in 7h27’15”, Montse Martinez Guerrero quinta in 7h55’35” e Barbara Caione sesta in  10h44’40”. La Mountain Running International Cup va ai vincitori di giornata, cioè Michel Rabat e Nuria Picas, mentre la classifica a squadre non ha storia e finisce ai catalani.

Tutto il resto è musica, fino alla premiazione del venerdì, dove le danze delle ballerine e dei musicanti berberi scaldano il cuore di tutti quelli che hanno fatto un lungo viaggio per correre  sui sentieri delle montagne dell’Alto Atlante, per apprezzare l’ospitalità semplice ma calorosa della gente di Imlil, per vivere qualche giorno in una dimensione lontana dai ritmi folli della nostra società, per sentire il cuore dell’Africa dai 4167 metri del Toubkal…Inshallah.

In allegato la classifica completa, a breve la fotogallery completa della Toubkal Marathon.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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