Il ritorno di Jonathan Wyatt sui sentieri del Memorial Partigiani Stellina, da Susa a Mompantero (TO)

Di GIANCARLO COSTA ,

Jono Wyattn (foto organizzazione)
Jono Wyattn (foto organizzazione)

Al via ci sarà anche lui, l’uomo che ha scritto la storia della Stellina. Il neozelandese volante, il sei volte iridato che il suo nome ha indissolubilmente legato alle vicende agonistiche della grande classica piemontese della corsa in montagna. Pettorale numero 1, ovviamente, per Jonathan Wyatt, nell’anno in cui, proprio questo fine settimana, a celebrare i suoi venticinque anni di passione sportiva tocca alla manifestazione nata per ricordare le gesta dei partigiani all’epoca guidati da Giulio Bolaffi, il celebre Comandante Laghi.

Susa, Mompantero e i sentieri che accarezzano le pendici del Rocciamelone, la montagna sacra della Valle di Susa. Undici chilometri, millecinquecento metri di dislivello, dall’Arco di Augusto segusino sino al pianoro di Costa Rossa: è la corsa in montagna da sempre organizzata dall’Atletica Susa che termina proprio davanti al cippo che ricorda la battaglia delle Grange Sevine, datata 26 agosto 1944. Pagine di storia tragica e poi vissuta intensamente anche sul piano sportivo, come testimoniano le vicende di gara nata nel 1989 e diventata anche per queste sue implicazioni un simbolo della specialità a livello internazionale.

Per celebrare il quarto di secolo, torneranno a Susa molti dei vincitori della “Stellina”. All’invito loro rivolto dal presidente del Comitato Organizzatore, l’olimpionico Livio Berruti, hanno risposto con entusiasmo tanto l’azzurra Antonella Confortola, quanto la keniana Hellen Jepkurgat. Ma anche Franco Naitza, unico valsusino a vincere la gara nel 1992, così come il francese Thierry Icart. Poi il “re”, Jonathan Wyatt - undici successi per lui –. Martin Dematteis, primo nel 2010 e nel 2012, e il trentino Antonio Molinari, capace di poker di vittorie dal 1995 al 1998. Anche quest’ultimo sarà in gara, sebbene con ambizioni minori rispetto a quelle del suo storico avversario neozelandese. Perché dopo quanto mostrato nelle sue ultime uscite, dopo paio d’anni corsi a ritmi più tranquilli, Wyatt partirà domenica tra i principali favoriti. Sulla sua strada troverà il keniano Matthew Rugut, qui già due volte secondo (2009 e 2012), così come l’azzurro Martin Dematteis, in raduno pre Mondiale al Sestriere e alla ricerca di crescita di condizione dopo periodo più tribolato. Ma anche l’altro azzurro Emanuele Manzi, quarto ai recenti Mondiali Lunghe Distanze, il colombiano Juan Pablo Rangel, il francese Jean Cristophe Dupont, il tricolore under 23 Cesare Maestri e tre ottimi scalatori come i piemontesi Marco Moletto, Massimiliano Di Gioia e Matteo Eydallin, lo sci alpinista valsusino vincitore dell’ultimo Mezzalama. Al via anche parte della compagine neozelandese che correrà ad inizio settembre il Mondiale in Polonia: due senior uomini, Tana Cambridge e Glenn Hughes e due juniores Thomas Andersen e Allistar Meffan.

Al femminile, pronostici tutti indirizzati verso la vincitrice del 2012, la keniana Hellen Jepkurgat, spesso dominatrice anche delle migliori corse su strada italiane. A sfidarla, potrebbe esserci anche la stessa Antonella Confortola, la signora Wyatt, recentemente capace di conquistare il titolo mondiale di Lunghe Distanze. La fondista trentina della Forestale scioglierà le riserve nelle prossime ore, intanto saranno certamente al via le due giovani più promettenti del panorama azzurro: Samantha Galassi, toscana de La Recastello Radici Group, e Sara Bottarelli, bresciana dell’Atletica Valtrompia. Con loro sogna il podio anche la cuneese Romina Cavallera (Rota Chiusani), mentre da seguire con particolare attenzione saranno anche l’azzurra di scialpinismo Elisa Compagnoni (Atl. Alta Valtellina), quarta nel 2012, e la leggenda colombiana della corsa in montagna, l’esperta Fabiola Rueda, diventata elvetica dopo il matrimonio con Daniel Oppliger, lui pure in gara domenica.

Tra Susa e Costa Rossa si correrà domenica anche per i titoli piemontesi della specialità: prova finale di un Campionato che contribuirà a dare maggiore sostanza ad una giornata in cui sono attesi al via circa duecento concorrenti e che sarà anche legata al ricordo di figure risultate fondamentali nello sviluppo della storia della Stellina: due nomi su tutti, quelli del giornalista RAI Mario Pisano e di don Giampiero Piardi. Grandi amici, accomunati dall’aver rivestito il ruolo di presidente del comitato Organizzatore: entrambi troppo presto scomparsi, ma rimasti nel cuore di tutta la famiglia della “Stellina”.

Il programma:

Giovedì 22 agosto

Chiusura iscrizioni

Sabato 24 agosto

ore 18.30 Susa (Pzza del Sole): presentazione top runner – premiazione speciale vincitori “Stellina”

Domenica 25 agosto

Ore 9.00: Susa (Arco di Augusto): partenza

Ore 10.05: Mompantero (frazione Costa Rossa): arrivo primi concorrenti

Ore 11.00: Mompantero (frazione Costa Rossa): manifestazione partigiana

Ore 14.00: Mompantero (Santuario Madonna del Rocciamelone: premiazioni

Informazioni: www.atleticasusa.it – adriano.aschieris@atleticasusa.it

Adriano Aschieris 349 2846005 – Paolo Germanetto 349 8053262

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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