Red Bull K3: il sogno e l’avventura tra Susa e il Rocciamelone

Di GIANCARLO COSTA ,

Il vincitore della Red Bull K3 Marco Moletto all'arrivo (foto organizzazione)
Il vincitore della Red Bull K3 Marco Moletto all'arrivo (foto organizzazione)

“Una sensazione di grande tranquillità, pace e soddisfazione, ti pervade all’arrivo. Dolori esclusi naturalmente. Sei tranquillo, hai fatto quello che dovevi fare. Tutto è compiuto.” Frase tratta dal libro di Francesco Prossen; ( La grande corsa ), il sogno e l’avventura. Frase che in questi due giorni tormenta la mia mente e riassume la gara della RED BULL K3!

Sabato 2 agosto 2014 grande agitazione, grande movimento a Susa per la partenza del red Bull K3, triplo vertical, una prima versione di un 3k uscita dalle menti dei tre organizzatori Nico Valsesia, Maurizio Scilla e Marco Abbà.

400 gli atleti iscritti, forse qualcuno in meno alla partenza, dopo una partenza controllata dovevamo, è proprio il caso di dirlo, inerpicarci lungo i quasi 11 km e i 3000 metri di dislivello. Alle nove in punto la partenza delle donne, per poi seguire alle 9.30 la partenza degli uomini. Presenti tutti i migliori specialisti della disciplina vertical a darsi battaglia lungo la salita del Rocciamelone, oltre i top erano presenti molti atleti bravi ma consapevoli di non riuscire a passare i cancelli predisposti nelle località Trucco e presso il Rifugio Ca’ d’Asti , eppure nonostante lo spauracchio gli amatori erano magnificamente presenti per lanciare una sfida con se stessi.

Tracciato duro , anzi durissimo, partenza cronometrica all’inbocco del sentiero presso Mompantero per tentare di arrivare in punta al Rocciamelone, imponente montagna delle Alpi Graie che con i suoi 3538 metri di altezza, fa da sentinella al confine tra la Valle di Susa e quella di Viù.

Fin dall’inizio si è capito che questo Vertical non sarebbe stata una passeggiata, pochissimi i tratti corribili per i “comuni mortali”, bastoncini quasi indispensabili per arrancare. Dopo un sentiero iniziale abbastanza stretto subito in salita vertical, dopo circa 1200 metri di dislivello siamo arrivati alla frazione Trucco dove era posizionato il primo cancello, a questo punto della gara venivano scremate le donne, sono state selezionate le prime 40 donne Dopo questo primo passaggio un po’ di tregua per le nostre gambe già provate dalla fatica, poi siamo arrivati al temuto “ pratone “, per tanti runners questa parte del percorso è risultato il tratto più difficile, praticamente si vedeva lassù, in lontananza tra le nebbie il Rifugio Ca’ d’Asti ; l’erba attorno a noi era altissima, il terreno era umido e si scivolava, si arrancava insomma e non se ne vedeva la fine. Improvvisamente eccoci nuovamente sul sentiero e finalmente siamo arrivati al tanto sospirato Rifugio , sede del secondo cancello, dove proseguivano solo le prime fortunate e brave, 20 donne.

Nei giorni precedenti a questo Vertical di 3000 metri, sapendo che a questa gara avrebbero partecipato tantissime donne top runner ho avuto sempre il timore di non passare i cancelli orari e invece eccomi a proseguire il mio sogno del Rocciamelone. Nel descritto pratone mi aveva superato il gruppetto in testa della classifica uomini con un Marco Moletto, molto brillante e chiaccherone, Marco mi ha incoraggiato, ho notato che la sua scalata aveva un passo molto leggero e con una frequenza di gamba molto rapida, grande ragazzo, grande atleta, in questo modo Marco andava a conquistare una meritatissima vittoria, davanti ad atleti di un elevato valore podistico.

Intanto dal Rifugio, eccoci affrontare dapprima una ripida pietraia e conseguentemente siamo arrivati alla Croce e in modo rapido finalmente verso la vetta, in questo tratto erano posizionate delle corde fisse. Ammetto che in questo punto della gara ho avuto più di un giramento di testa, ma la contentezza di aver passato il fatidico secondo cancello era tanta e in breve sono giunta in vetta, fortunatamente la nebbia lasciava intravedere la gigantesca statua della Madonna e nel piccolo rifugio ho bevuto un ottimo tè caldo, rifiatato un momentino e poi nuovamente la discesa. Tutti i miei compagni d’avventura erano sollevati, consci di aver compiuto, ognuno secondo le proprie possibilità “la propria personale impresa”, tra sogno e avventura.

Per il Valetudo presenti Francesca Bellezza quarta, Alma Rrika settima e la sottoscritta quindicesima, tra gli uomini Moreno Rossi sessantesimo e Omar Riccardi.

Di Marina Plavan.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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