Mondiali mezza Maratona: titoli per la keniana Jepchirchir e l'ugandese Kiplimo, Epis e Faniel i migliori italiani

Di GIANCARLO COSTA ,

Giovanna Epis e Valeria Straneo ai Mondiali di Mezza Maratona (foto Fidal)
Giovanna Epis e Valeria Straneo ai Mondiali di Mezza Maratona (foto Fidal)

Ancora un record, in questa particolare stagione dell’atletica. Nei Campionati Mondiali di mezza maratona a Gdynia, in Polonia, la keniana Peres Jepchirchir conquista il titolo e firma il nuovo primato del mondo in una gara solo femminile con 1h05’16”, ritoccando il tempo di 1h05:34 che la stessa atleta aveva ottenuto sui 21,097 chilometri poco più di un mese fa, il 5 settembre a Praga. Scendono sotto il precedente limite anche Melat Yisak Kejeta, tedesca di origine etiope, al primato europeo “women only” di 1h05:18, e Yalemzerf Yehualaw (Etiopia, 1h05:19), in riva al mar Baltico con l’arrivo sulla spiaggia.

La migliore delle azzurre è Giovanna Epis, 36esima con il record personale in 1h11:14, per togliere mezzo minuto esatto rispetto al crono di 1h11:44 realizzato l’anno scorso a Valencia. Nel finale la veneziana dei Carabinieri stacca la campionessa italiana Valeria Straneo: chiude 40esima in 1h11:39 l’alessandrina del Laguna Running, primatista nazionale di maratona, a un soffio dallo stagionale di 1h11:34. Si comporta bene anche la pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena), 62esima in 1h13:01 per limare il proprio limite di quattro secondi, davanti alla siciliana Federica Sugamiele (Caivano Runners), 68esima con 1h13:38, mentre è 80esima la debuttante piemontese Elisa Stefani (Brancaleone Asti, 1h15:16) in una mattinata fresca su un circuito di 5440 metri con il tratto finale verso il mare. Per l’ucraina Sofiia Yaremchuk, che gareggia per l’Acsi Italia Atletica, c’è invece il 25esimo posto in 1h10:42. L’Italia si piazza undicesima nella classifica a squadre in cui prevale l’Etiopia su Kenya e Germania.

Gara maschile

Vince un ugandese al maschile, ma non il più atteso. A trionfare è Jacob Kiplimo, quasi ventenne, che si prende il successo in 58:49 dopo l’argento mondiale dell’anno scorso nella campestre, allungando a circa quattro chilometri dal termine. Battuti il keniano Kibiwott Kandie (58:54) e l’etiope Amedework Walelegn (59:08). Quarto e fuori dal podio il grande favorito Joshua Cheptegei, 59:21 al debutto sulla distanza per l’ugandese, autore nel 2020 di tre record mondiali (5000 e 10.000 su pista, ma anche 5 km su strada). L’azzurro Eyob Faniel sfiora il primato personale con 1h00:53, mancandolo di appena nove secondi. Al traguardo è 26° il vicentino delle Fiamme Oro, diventato quest’anno recordman nazionale di maratona. Buoni riscontri per altri tre italiani, che corrono insieme durante l’intera gara. Il 23enne piemontese Pietro Riva (Fiamme Oro), matricola di questa trasferta, finisce 43° in 1h02:28, a sua volta a nove secondi dal personale. Arriva praticamente appaiato Stefano La Rosa, 44° in 1h02:28, e così il carabiniere grossetano coglie il secondo tempo in carriera. Si migliora l’abruzzese Daniele D’Onofrio (Fiamme Oro), campione italiano in carica, 49° in 1h02:32 con un netto progresso in confronto al tricolore di febbraio in 1h03:15. Ritirato il trentino Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), al sesto chilometro, per il riacutizzarsi di un infortunio. A squadre nono posto per gli azzurri, con l’oro al Kenya e il podio completato da Etiopia e Uganda.

EPIS: “LA GARA CHE CI VOLEVA” - “Finalmente! Ci voleva una gara così - commenta Giovanna Epis - dopo la delusione del ritiro ai Mondiali di Doha e dopo questo anno maledetto. Ho visto tante atlete che avevano le lacrime agli occhi all’arrivo, e anch’io mi sono commossa. Non è stato facile per nessuno allenarsi nel 2020. Dopo mesi di lavoro, questa manifestazione era diventata il mio obiettivo stagionale. E tutte sono partite forte, non solo perché è un Mondiale, ma perché avevano voglia di correre, di riscatto. Il percorso era impegnativo con i primi due chilometri del circuito in salita, non ripida che però si faceva sentire, prima della discesa. Nel primo giro ho perso qualche secondo dal gruppo di Valeria Straneo, visto che i passaggi erano per me veloci, e poi l’ho raggiunto alla fine del secondo prima di staccarla nell’ultimo.
Ho accusato un po’ la salita conclusiva, ma sono contenta e ho avuto le sensazioni positive che mi erano mancate nelle gare più recenti”.

Fonte Fidal

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti