Michele Boscacci e Alba De Silvestro vincono la Lattebusche vertical kilometer

Di GIANCARLO COSTA ,

Michele Boscacci vincitore del Lattebusche VK (foto ticomunicazione)
Michele Boscacci vincitore del Lattebusche VK (foto ticomunicazione)

A Monte Croda di Domegge di Cadore, sulle Dolomiti Bellunesi, l'azzurro dello sci alpinismo Michele Boscacci, vincitore dell'ultima Coppa del Mondo, precede di 12” il campione uscente Manuel Da Col. Tra le donne successo per Alba De Silvestro. Giornata di grande partecipazione e grande intensità, nel ricordo di Enrico Frescura, anima e motore dell'evento.

Michele Boscacci con record all'edizione 2018 del Lattebusche vertical kilometer Cadore Dolomiti, evento proposto per la sesta volta dal Gruppo Marciatori Calalzo domenica 8 luglio a Domegge di Cadore (Belluno). 2.7 chilometri di sviluppo e 1000 metri di dislivello, con partenza da Vallesella di Domegge e arrivo a Monte Croda: un vero e proprio “muro” che Boscacci, classe 1990, riferimento internazionale dello scialpinismo (sua la Coppa del Mondo 2018) ha percorso in 32'59”, facendo registrare il record del tracciato. Fin dai primi metri, il lombardo del Centro sportivo Esercito è stato autore di un serrato duello con colui che deteneva il record, vale a dire il cadorino di Cibiana Manuel Da Col. Battaglia dura, che ha visto il recordman uscente stabilire il suo nuovo personal best, dovendosi però accontentare della seconda posizione, a 12” di distacco da Boscacci. A completare il podio, con un distacco di 3'03”, il friulano Tiziano Moia.

Vittoria dello sci alpinismo azzurro anche in ambito femminile: a imporsi è stata la bellunese di Padola di Comelico Superiore Alba De Silvestro. Seconda e terza posizione per Cecilia De Filippo,staccata di 1'23” dalla vincitrice, e per Martina Valmassoi, al traguardo con 1'45” di ritardo.

Grande è stata la partecipazione, 165 al via, e alto il livello tecnico, con ben quattordici atleti in grado di portare a termine la propria fatica sotto i 40'.
È stata, soprattutto, una giornata di grande intensità, nel ricordo di Enrico Frescura, il giovane atleta scomparso lo scorso maggio in un incidente sul monte Antelao,che delle prime cinque edizioni del Vertical era stato ideatore, anima e motore.

LE INTERVISTE
«Senza dubbio il Lattebusche vertical è stato un successo organizzativo e tecnico» così Mirko Da Vià, presidente del Gruppo Marciatori Calalzo. «In più, tanta gente è venuta a vedere la gara, una gara che abbiamo voluto dedicare a Enrico, vice presidente dei Marciatori Calalzo e ideatore di questa gara. Questa giornata la abbiamo voluta dedicare a lui, per riconoscenza verso tutto quello che ha fatto: Enrico sarebbe stato contento di questa giornata e fiero di quanto fatto negli anni, soprattutto grazie a lui»

«È la mia prima partecipazione, ci tenevo a essere qui per Enrico» commenta Alba De Silvestro. «Solitamente non corro così presto dopo la stagione invernale. Sono contenta, pensavo di faticare decisamente di più. La fatica l'ho fatta soprattutto negli ultimi trecento metri. Il percorso? Durissimo. Ma quando esci dal bosco, nelle ultime decine di metri, lo spettacolo è impagabile».
«Non conoscevo il percorso e nei primi metri su asfalto sono forse partito un po' troppo forte» dice Michele Boscacci. «Manuel Da Col all'inizio del bosco mi è tornato sotto, ho stretto i denti e sono riuscito a tenerlo alla distanza di quei pochi secondi che mi sono serviti per vincere».
«Siamo venuti in tanti per onorare Enrico e la sua gara: al di là dei risultati, il bello della giornata è stato questo» così Manuel Da Col. «Per quanto riguarda la gara, abbiamo fatto una bella battaglia con Boscacci, lui sempre avanti per una decina di secondi . Ho provato fino alla fine a raggiungerlo ma lui è stato più forte. Del resto è uno dei più forti scialpinisti al mondo».

Fonte TiComunicazione

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti