Maratona di Roma: il presidente Enrico Castrucci fa il punto della situazione

Di MARCO CESTE ,

Enrico Castrucci
Enrico Castrucci

In un angolo di viale Bardanzellu a Roma, quasi nascosta, è sita la sede della più importante maratona italiana: la Maratona di Roma. Uffici su due piani all'interno dei quali, quotidianamente, un gruppo di persone dinamiche, in gamba e pure simpatiche, lavorano con impegno e dedizione. E' il dietro le quinte che ogni manifestazione deve avere, perché tutto possa funzionare al meglio. La mole di lavoro legate alle iscrizioni, la comunicazione con i media nazionali e internazionali, i contatti con gli sponsor, tutta l'area tecnica dai top runner ai dettagli del tracciato...fino alla preparazione di mele, biscotti e bevande che i corridori troveranno ai ristori durante la gara. Tutto, proprio tutto, viene deciso in viale Bardanzellu. Ricordando che il comitato organizzatore della maratona capitolina non si occupa solamente della 42 chilometri, ma anche di diverse altre gare durante l'anno.

Lo ricorda con orgoglio il presidente della Maratona di Roma Enrico Castrucci, il quale spiega: "Gli eventi che organizziamo sono sempre qualcosa di speciale: si corre di notte come alla Corri Roma, ci si dedica alle famiglie e alle scuole e si cerca sempre di coinvolgere il più possibile i romani. Ciò che volgiamo fare è trasmettere i veri valori dello sport, partecipazione e divertimento, e per richiamare ai nastri di partenza sempre più persone ci impegniamo a rendere accessibili a tutti gli eventi, dal punto di vista economico abbattendo le barriere architettoniche".

Per quanto riguarda la maratona, che andrà in scena il 17 marzo 2013 con l'edizione numero 19, l'obiettivo è quello di crescere sempre di più. C'è molta soddisfazione per ciò che è stato fatto nel 2012, ma anche la consapevolezza che ancora molto si può fare. Anche in quanto a diffusione: "Nell'edizione di quest'anno - aggiunge Castrucci - siamo stati visibili in 70 paesi esteri e stiamo lavorando per potenziare ulteriormente la nostra visibilità. Per quanto riguarda l'Italia, l'esperimento con La 7 è stato un grande successo, per noi e per la tv in questione e quest'anno ci saranno interessanti novità. Ma televisioni a parte, il grande obiettivo è quello di raggiungere i 15 mila arrivati. Sappiamo che non è facile - prosegue il presidente - la crisi economica non aiuta perché molte persone sono costrette a delle rinunce e spesso la scelta ricade su quelle cose ritenute superflue, come partecipare a una maratona".

Certo è vero, senza correre una maratona si può vivere benissimo, ma i numeri sempre crescenti degli ultimi anni dimostrano comunque l'aumento delle persone che si dedicano alla corsa, che si iscrivono alle gare e che scelgono di fare il grande salto partecipando alla 42 chilometri. E la stessa Maratona di Roma è in costante crescita. Ma soprattutto, un dato interessante che si registra già da qualche anno, è che i romani amano la maratona della loro città. "I cittadini sono i primi promotori dell'evento - conferma Enrico Castrucci - e questo è un importante traguardo che abbiamo raggiunto. Non si lamentano nemmeno più quando a causa della maratona molte vie della città restano chiuse per ore (cosa che succede ancora in molte altre maratone - ndr), ma anzi vivono l'evento con gioia".

Ma organizzare una grande manifestazione sportiva come questa non è affatto semplice. "Fra le difficoltà maggiori - spiega il presidente - c'è per esempio quella legata al percorso: le centinaia di cantieri che sorgono lungo le strade della capitale, vie più o meno adatte al passaggio della corsa e altri problemi logistici, rendono complessa la scelta del tracciato. Infatti, per la prossima edizione ci sono ancora diversi dettagli da sistemare, anche legati a partenza e arrivo che potrebbero essere leggermente spostati...ma di pochi metri, sempre all'ombra del Colosseo. Poi, in generale, c'è da considerare che il nostro budget non è certo paragonabile a quello delle grandi maratone straniere, le Major per intenderci. Con molto meno, dobbiamo offrire le stesse cose".

E' inevitabile però, parlando puramente di numeri, un confronto con le grandi realtà estere, le maratone delle più importati capitali mondiali. Castrucci è convinto che "Il gap fra noi è loro è incolmabile. Questo per una profonda diversità nelle abitudini e nella mentalità. Va ricordato che il numero più imponente degli iscritti è sempre quello degli atleti nazionali, è quello che fa la differenza. In altri paesi è più alto il numero degli sportivi, si pratica il running da più tempo e si è più abituati e vivere queste manifestazioni come una grande festa. E in Italia, fra l'altro, i runner si trovano a dover scegliere fra troppe maratone. Alcune di queste credo che dovrebbero prendere in considerazione l'ipotesi di diventare per esempio una 30 km. Gioverebbe alla gara stessa e agli atleti. Ma non è facile, tutti vogliono la maratona. Il fatto altamente positivo è che comunque c'è sempre più voglia di correre, lo si vede ogni giorno. Il nostro grande obiettivo è quello di trasformare il corridore della domenica, in un amatore che si iscrive a una maratona".

E infine, una considerazione tecnica: "Purtroppo il momento dell'atletica italiana non è buono. Nella maratona ci sono al momento tre ottime atlete, anche se non più giovanissime, ma è praticamente il vuoto in campo maschile (fatta eccezione per Ruggero Pertile arrivato 10° all'olimpiade, ma anche lui non più giovanissimo - ndr). Per l'edizione 2013, speriamo di riuscire a battere il record del percorso".

E intanto, i lavori negli uffici di viale Bardanzellu proseguono, quotidianamente e con impegno e dedizione. Il tutto, per far sì che il 17 marzo 2013 sia un altro grande successo.



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