L'Ivrea-Mombarone sempre più internazionale con le vittorie del keniano Julius Rono su Xavier Chevrier e di Katarzyna Kuzminska

Di GIANCARLO COSTA ,

Il vincitore dell'Ivrea Mombarone Julius Rono (foto fb cavallero)
Il vincitore dell'Ivrea Mombarone Julius Rono (foto fb cavallero)

La 40a edizione dell'Ivrea-Mombarone scrive un'altra pagina storica; per la prima volta questa “classica” corsa in montagna, che ormai è riduttivo confinare solo del territorio canavesano, scrive nell'albo d'oro il nome di un atleta proveniente dal cuore dell'Africa che corre, da una nazione che sta dominando da vent'anni la corsa dal mezzofondo, diciamo dagli 800 metri in su, dal Kenia.

Julius Rono Kipngetic forse non aveva mai visto il Mombarone fino alla partenza in piazza Ottinetti di questa mattina, poi se l'è salito agile e leggero in 1h56'35”, come una gazzella che scappa dai leoni. E come un leone s'è battuto il secondo a traguardo, il valdostano Xavier Chevrier, che con orgoglio veste la maglia azzurra dell'Italia raccogliendo, nel 2016, medaglie come l'argento a squadre ai Mondiali di corsa in montagna della scorsa settimana e il bronzo nella mezza maratona su strada ai Campionati Europei un paio di mesi fa. Per lui un piccolo record, quello di aver corso due volte il “Momba” con due tempi da fantascienza e di non aver mai vinto, due volte secondo, nel 2014 in 1h56'34” e oggi in 1h57'02”. Giù il cappello anche per il terzo arrivato, il giovane ruandese Felicien Muhitira in 1h58'09”, quest'anno vincitore della più antica e prestigiosa corsa su strada italiana, il Giro Podistico di Castelbuono (gli ultimi vincitori italiani si chiamano Francesco Panetta e Salvatore Antibo tanto per intenderci). Giusto per non farci mancare niente, giù dal podio un campione delle corse verticali come la Susa-Rocciamelone, il cuneese Marco Moletto, vincitore di due edizioni del Mombarone, che oggi sigla il suo personale in 1h58'28” e finisce 4°. Completano la top ten fior di campioni delle corse in salita, a cominciare come Max Di Gioia 5° in 2h04'24”, il valdostano Massimo Farcoz 6° in 2h05'39” e vincitore della combinata con l'Aosta-Becca di Nona corsa a metà luglio, un gemellaggio sportivo tra due corse che partono dal centro città e arrivano in cima a una montagna. Quindi Enzo Mersi 7° con l'ottimo tempo di 2h05'47”, Edward Young 8° in 2h09'17”, Henri Grosjacques 9° in 2h10'40” e Pierre Yves Oddone 10° in 2h12'02”.

Anche la vittoria femminile ha una connotazione internazionale, perchè Katarzyna Kuzminska pur canavesana d'adozione e di squadra, è sempre polacca di passaporto. Per lei una stagione alla grande, sia per prestazioni che per vittorie, con il quarto posto ai Campionati Italiani di Km Verticale da incorniciare. In 2h31'20” bissa il successo del 2013 al termine di una contesa serrata , con la rimonta di Chiara Giovando che chiude 2a a 37” e si aggiudica anche lei la combinata con l'Aosta-Becca di Nona, mentre sul terzo gradino del podio sale Barbara Cravello con il distaccodi un minuto, vincitrice nel 2015, quindi 4a Elisa Almondo e 5a Nadia Re in

Da segnalare anche la presenza in gara di Don Franco Torresani, il prete “volante” del Trentino, Campione Mondiale Master di corsa in montagna, che ha vinto la categoria Master50 e stabilito con 2h16' la miglior prestazione di categoria delle 40 edizioni. Ha celebrato la messa dopo la gara ad Andrate, una messa dove c'è stoto il ricordo di chi non è più con noi e aveva scritto pagine importanti della storia di questa corsa, come Silvio Mantoan, Mauro Fogu e Leonardo Follis e l'ideatore della corsa Nicolotti.

Da segnalare anche il record di partenti con 468 pettorali al via, pettorali indossati da altrettanti corridori, ognuno con le sue storie da raccontare, che danno vita a questo fenomeno sportivo dell'Ivrea-Mombarone. Fenomeno che è stato celebrato con i festeggiamenti ai vincitori di queste 40 edizioni, festeggiamenti che hanno consentito a tanti protagonisti della corsa in montagna di ieri di ritrovarsi almeno per un giorno, con i campioni di oggi, per portare avanti uno sport che è una filosofia di vita con valori che difficilmente si trovano in altri sport e nella vita di tutti i giorni.

In allegato foto e classifica della gara.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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