Letture di un ferragosto...di corsa: LA CORSA DI BILLY, Patricia Nell Warren, Fazi Editore

Di PAOLOKECORRE ,

Prefontaine
Prefontaine

Una lettura da spiaggia o città deserta per i runner e non solo: La Corsa di Billy di Patricia Nell Warren edito in Italia da Fazi. Qualche cenno al grande personaggio che ha ispirato il libro, il leggendario Steve Prefontaine, campione del fondo e mezzofondo della Oregon University che negli anni ’70 con i suoi baffoni, la sua lunga capigliatura e la sua simpatia è stato un personaggio idolatrato come una stella del rock. Proprio come un rocker ha vissuto e purtroppo finito la propria vita in un incidente stradale. Deteneva tutti i record americani dalle due miglia ai 10.000 metri ed alle Olimpiadi di Monaco del ’72 Prefontaine si presentò come un possibile candidato alla medaglia d’oro nella gara dei cinquemila metri grazie anche ai consigli di Bill Bowerman, il "santone" dell’atletica. Purtroppo finì "solo" quarto dietro al formidabile finlandese Lasse Viren che vincerà anche i 10.000mt (cadendo ma stabilendo il record del mondo), Mohamed Gammoudi campione olimpico e l’inglese Ian Stewart (guardate qui il video della gara). Quattro anni dopo, mentre preparava la rivincita alle Olimpiadi di Montreal, Steve uscì di strada con la sua decappottabile e morì sul colpo. Aveva 24 anni. La sua frase più nota era: "Non m’interessa vincere, ma vedere chi ha più fegato". Su di lui anche "La leggenda del re corridore - storia di un campione che non abbassava mai la testa" di Marco Tarozzi.

Per chi non ha pregiudizi consiglio la lettura di "LA CORSA DI BILLY", titolo originale "THE FRONT RUNNER". Quando è uscito, nel 1974, in America è stato etichettato come un semplice "romanzo gay" ma poi è divenuto uno dei più grandi successi editoriali di ogni tempo. Un libro, a mio parere, davvero bello che indirettamente parla di un grande campione, Steve Prefontaine. Il suo personaggio rispecchia in tutto e per tutto il Billy del libro che domina il fondo mondiale intrecciando la sua omosessualità agli eventi, nella fantasia ma anche nella realtà. La storia, inventata, (il corridore statunitense non era gay) parla della grande squadra dell'Oregon che dominava il fondo negli anni 70 e, come un'olimpiade (Montreal 76, che Steve non corse mai purtroppo), sia stata a rischio per quello che gli stessi americani volevano nascondere: che un atleta gay è un’offesa alla virilità nazionale. Gli U.S.A. hanno superato questo "problema" ma nel 2007, quando questo libro è stato pubblicato in Italia, ha avuto gli stessi contrasti di allora.

"La corsa di Billy" è fondamentalmente una storia triste, curiosamente raccontata da una donna che ha vissuto in parte problemi di "discriminazione dalle discipline atletiche" proprio in America. Qui le donne fino alla fine degli anni ’60 non potevano per esempio correre la maratona; la Warren stessa, fu tra le prime donne in America a portarne a termine una, quella di Boston.

Buona lettura e buon Ferragosto a tutti.



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