Kenya, dominio incontrastato nella maratona. Ma chi andrà alle Olimpiadi?

Di MARCO CESTE ,

Franklin Chepkwony, vincitore a Zurigo
Franklin Chepkwony, vincitore a Zurigo

Non solo Londra nel week end appena trascorso, ma anche Madrid, Zurigo e Enschede, in Olanda. Sono le maratone vinte da atleti del Kenya. Certo, ormai non è più una novità, ma dai risultati delle ultime settimane si evidenzia che il dominio keniano continua a crescere su tutti. La grande sfida degli ultimi anni è Kenya contro Etiopia, ma ora pare che la maratona non sia più divisa fra e africani e non africani, ma fra Kenya, Etiopia e resto del mondo.

Agli etiopi, per lo meno in campo maschile, non stanno rimanendo che le briciole. Lo strapotere keniano è quasi imbarazzante.

A Madrid, dove domenica si è corsa la maratona numero 35, la vittoria è andata al keniano Patrick Korir con il tempo di 2h12'07", davanti ai connazionali Enock Mitei con 2h12'13" e Thompson Cherogony con 2h12'14". Otto i keniani nella top ten. Fra le donne Margaret Agai con 2h32'23", davanti a due etiopi: Roman Gebregessese con 2h34'30" e Tigist Gebayahu con 2h36'31". A Zurigo keniani i primi due: Franklin Chepkwony con 2h10'57" e Shadrack Kemboi con 2h11'10". Fra le donne vittoria etiope con Workenesh Tola con 2h31'23" e terza la connazionale Tigist con 2h34'39". In Olanda altro podio tutto keniano, con Ismael Bushendich che vince in 2h09'09", davanti a Julius Korir con 2h09'13" e Moses Kurgat con 2h09'53". Nelle grandi 42 chilometri finora disputate in queste settimane, gli etiopi hanno trionfato solamente a Rotterdam, dovendo cedere il passo a Parigi, Londra, Boston e Vienna.

E qui inizia un capitolo molto complesso e interessante, quello delle convocazioni dei maratoneti per i giochi olimpici di Londra. I posto sono solamente tre, ma come tutti sanno il Kenya ha almeno una decina di atleti che potrebbero meritare, per riscontri cronometrici, vittorie e potenzialità, il pass olimpico. Fino a qualche settimana fa sembravano scontate le presenze per Geoffrey Mutai, grande vincitore di Boston e New York 2011, e il primatista mondiale Patrick Makau, ma le loro prove opache a Boston e Londra hanno rimesso le cose in discussione. Salgono le quotazioni del vincitore londinese Kipsang e restano da capire le reali potenzialità del campione del mondo Abel Kirui, che non si è più messo in luce dopo i mondiali dello scorso settembre e di Moses Mosop, che a Boston nel 2011 ha siglato il secondo crono di sempre. Senza tenere conto di Martin Lel, altro atleta dalla grandissime possibilità.

Quella della federazione keniana sarà una scelta molto ardua, perchè comunque vada resterà fuori dalla lista olimpica qualche fenomeno. Sono comunque problemi che in molti vorrebbero avere. Un'abbondanza così, noi possiamo solo invidiarla.



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