Jonathan Wyatt ha vinto l'Ivrea-Mombarone su Xavier Chevrier e Nicola Golinelli, Catherine Bertone ha dominato la gara femminile

Di GIANCARLO COSTA ,

Jonathan Wyatt vincitore dell'Ivrea-Mombarone 2014 (foto Pantacolor)
Jonathan Wyatt vincitore dell'Ivrea-Mombarone 2014 (foto Pantacolor)

L'ivrea-Mombarone scrive la 38a pagina di una storia fatta di fatica e passione, per la corsa e la montagna. Una giornata speciale, questa del 21 settembre 2014, una giornata finalmente solare, con migliaia di persone a far da spettatori sul percorso, con l'arrivo che sembra una curva da stadio, con la differenza che chi è salito ai 2371 metri della Colma del Mombarone è salito a piedi, non in macchina o in funivia. Il più veloce di tutti è stato quello venuto da più lontano, dagli antipodi rispetto all'Italia, dalla Nuova Zelanda. E' il più grande corridore di montagna di tutti i tempi, sei volte campione del mondo di corsa in montagna, vincitore e recordman di quasi tutte le più importanti gare europee: il suo nome è Jonathan Wyatt. Per l'Ivrea-Mombarone un giorno che passerà alla storia, per lui una bella gara vinta con un gran tempo, 1h55'17” (pur con il giallo dell'errore del percorso), che è anche il nuovo record del percorso, ottenuto sul giovane fuoriclasse valdostano Xavier Chevrier (terzo nel campionato italiano, medaglia di bronzo a squadre ai mondiali di domenica scorsa e argento a squadre nelle lunghe distanze il suo palmares 2014) a sua volta sotto il precedente record di Jean Pellissier con 1h56'34”, ma con 24 anni avrà ancora tante occasioni per poter vincere questa gara. Partiti a razzo fin da piazza Ottinetti in Ivrea, si sono “tirati” con Chevrier che nella parte bassa e corribile del percorso cercava di scavare un solco sugli altri due favoriti di giornata, Nicola Golinelli e il vincitore delle ultime due edizioni Marco Moletto, che avevano dalla loro il finale ripido e muscolare. Poi Wyatt prende il comando sempre tallonato da Xavier Chevrier a circa 30 secondi, fin sopra la “bocchetta”, dove continua a salire per cresta, visto che a un bivio del percorso sotto il Rifugio, non c'è nessuno a segnalarlo. E il buon Jonathan, che vive in Val di Fiemme, e che non aveva mai visto il Mombarone prosegue per cresta vedendo persone che salgono di lì, seguito ovviamente da Chevrier, che pur abitando vicino, è valdostano di Nus, anche lui era alla prima salita sul Momba. La sportività di Golinelli e Moletto (autori a loro volta nel 2013 di un errore di percorso) ha fatto si che lo storico risultato ed il relativo crono passasse all'albo d'oro senza altre polemiche. Forse l'unico appunto tecnico che si può fare all'organizzazione è proprio questo, di presidiare meglio questi punti dove ci sono incroci, anche in vista di un possibile Campionato Italiano Lunghe Distanze, ovviamente di corsa in montagna, per il 2016 in corrispondenza della 40a edizione, cosa possibile dal commento fatto da Paolo Germanetto, il Direttore Tecnico della Nazionale di corsa in montagna, presente sul percorso e alla premiazione.

Queste la dichiarazione di Jonathan Wyatt “Sono contento di aver corso questa gara, che so essere molto sentita in Piemonte, come lo Stellina Valsusa (che lui ha vinto 13 volte ndr). Il percorso è vario e impegnativo, duro nella parte finale e Xavier Chevrier mi ha impegnato al limite. E' stato bello arrivare tra il tifo della gente, ho corso in tutto il mondo e non è facile vedere tanto gente così in cima una montagna a vedere noi corridori. Se tornerò? Si, magari per la 40 edizione”.

Comunque un podio storico per l'Ivrea-Mombarone, i primi tre sotto le due ore (nel 1999 furono due, Leonardo Follis e Jean Pellissier rispettivamente con 1h57' e 1h59') per una classifica che recita così 1° Jonathan Wyatt in 1h55'17”, 2° Xavier Chevrier in 1h56'34”, 3° Nicola Golinelli in 1h58'26”. Alle loro spalle la top ten è completata dall'ottimo Marco Moletto, 4° in 2h01'03”, vincitore delle ultime due edizioni che oggi ha comunque vinto il titolo di Campione Piemontese di corsa in montagna lunghe distanze visto che la gara assegnava anche questi titoli assoluti e di categoria, Juan David Orozco Sanchez 5° in 2h10'24”, Erik Benedetto 6° in 2h16'37”, Luca Gronchi 7° in 2h17'17”, Silvio Balzaretti 8° in 2h17'58”, Loris Giorda 9° in 2h21'35” ed Henri Grosjacques 10° in 2h22'12.

Giornata da fuochi d'artificio anche per la gara femminile. Anche qui un record storico è caduto, quello della francese Corinne Favre per 2 secondi. Vincitrice e nuova recordwoman della gara è stata la valdostana Catherine Bertone in 2h26'20”, che ha fatto gara a se (grazie anche ad un regolamento che ha impedito di correre ad Antonella Confortola, qui in veste di consorte di Wyatt, dopo che insieme per l'Italia negli Stati Uniti in agosto avevano conquista un argento a squadre nei mondiali lunghe distanze). Per Catherine Bertone, maratoneta da 2h34' quinta in Italia nel 2013, una stagione da incorniciare con la svolta del passaggio al mondo della corsa in montagna, che le ha regalato quello che la strada le ha negato: una maglia della Nazionale Italiana e una medaglia pesante in un Campionato Mondiale, complimenti! Seconda la vincitrice della scorsa edizione, Katarzyna Kuzminska anche lei reduce dai Mondiali di Cassette di Massa della scorsa settimana dove ha difeso i colori della Polonia, in 2h34'18”, terza Marcella Belletti in 2h35'24” che conquista anche il titolo di Campionessa Piemontese di corsa in montagna lunghe distanze, quindi quarta Francesca Canepa in 2h38'07” che ha dimostrato con la sua ottima prova sui sentieri di una gara molto diversa da quelle che disputa abitualmente di volersi lasciare alle spalle le polemiche dell'ultimo Tor des Geants e continuare a fare ciò che più le piace, cioè correre. Infine quinta Barbara Cravello in 2h38'24”, autrice di grandi risultati in stagione nelle gare verticali a livello regionale e nazionale, oggi forse un po' stanca per le tante corse disputate.

Questo il racconto della 38a edizione dell'Ivrea-Mombarone, che ha ricordato anche Daniele Vottero, della società organizzatrice degli Amici del Mombarone, scomparso in maggio per un incidente di scialpinismo.

In allegato ed in altri servizi tante foto e la classifica dei 368 arrivati in cima al Mombarone, dopo che i 410 pettorali erano andati esauriti per il nuovo record di partecipanti.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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