Il miracolo di Monique Van Der Vosrt. A Roma il 20 marzo correrà con le sue gambe

Di MARCO CESTE ,

Monique Van Der Vorst trionfatrice alla maratona di Roma 2008
Monique Van Der Vorst trionfatrice alla maratona di Roma 2008

Più che una bella storia, pare un vero e proprio miracolo. Monique Van Der Vosrt ha 26 anni, è olandese ed è una delle atlete più forti al mondo nella disciplina dell’handbike. Una campionessa di livello olimpionico, avendo infatti vinto due argenti ai giochi di Pechino del 2008.

Ha perso l’uso delle gambe a 13 anni: dopo un incidente subito mentre giocava ad hockey prato, i medici hanno commesso un fatale errore durante l’operazione, che l’ha costretta sulla sedia a rotelle. È stata forte la depressione che l’ha colpita nei primi tempi e la giovane ragazza, è riuscita a risollevare la testa solo grazie allo sport. Una paralisi definita irreversibile non è così riuscita a toglierle la voglia di vivere e di lottare, ma ha fatto di lei una vera e propria campionessa.

Dopo la straordinaria avventura alle Olimpiadi di Pechino, l’obiettivo era ovviamente quello di ripetersi, se non di migliorarsi, ai giochi di Londra 2012. Ma qualcosa di assolutamente inaspettato ha cambiato i piani. Lo scorso anno Monique è stata vittima di due incidenti durante gli allenamenti, in uno dei quali è stata investita da un auto. Proprio in questa tragica circostanza, la giovane atleta olandese ha sentito qualcosa di strano, che le ormai sconosciuto da anni: un formicolio alle gambe. Dopo qualche tempo, ha ritrovato l’uso dei suoi arti inferiori. Un fatto che la medicina non è ancora riuscito a spiegare.

E il 20 marzo sarà a Roma, in occasione della maratona. Nuovamente a Roma. Già, perché nel 2007 e nel 2008 fu proprio lei a vincere la prova di handbike alla Maratona di Roma, facendo anche segnare il record del percorso nel secondo anno. Questa volta, però, correrà con le sue gambe. Non i 42,195 chilometri, ma i 4 della non competitiva Roma Fun.

La prima gara da podista della sua vita, di quella che, come lei stessa l’ha definita, è una nuova vita. La prima gara che, chissà, non sia solo l’inizio di una lunga e vincente serie.

Marco Ceste



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