Il CHI-RUNNING, nuova filosofia di corsa

Di PAOLOKECORRE ,

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Da qualche tempo anche in Italia va diffondendosi attraverso riviste, informazioni e libri, la "filosofia, del CHI-RUNNING. Di che si tratta? Il CHI-RUNNING, e' stato "ideato" dall'americano Danny Dreyer, che in sostanza ha trasposto i principi dell’arte del tai chi (taijiquan) nella corsa. Il taijiquan, è una delle tante antichissime arti orientali diffuse in Cina sin dal 400 a.C. sotto forma di "ginnastiche energetiche" per conservarsi in buona salute e favorire la longevità. Tentare di tradurne il significato letterale è praticamente impossibile, ma volendo interpretarne il significato, si può tradurre nel… "non agire, niente fare, lasciar andare... Dove però il non-agire è un'"azione" compiuta con coscienza: spesso è più difficile non fare e lasciare che le cose seguano il loro corso naturale invece di cercare di cambiarle... ed oltretutto potrebbe rivelarsi molto più efficace". (Wikipedia). Il concetto del CHI-RUNNING è basato proprio sul lasciar scorrere l’energia, la corsa, attraverso di noi, correggendo ANCHE la propria postura. Questa deve essere modificata intervenendo sull’inclinazione del corpo, sul movimento delle braccia e sull’appoggio del piede a terra. Il busto, allineato al bacino, si inclina leggermente in avanti sbilanciando in pratica il corpo, mentre il piede prende contatto con il terreno sull’avampiede e non, come classicamente si ritiene, con il tallone (rullata). Questo meccanismo in realtà è naturalmente attuato (da tutti) all’aumentare della velocità, per cui più è elevata, più l’appoggio si sposta sulla parte anteriore del piede e viceversa. Il CHI-RUNNING invece attua questo principio indipendentemente dalla velocità. La filosofia del CHI-RUNNING è raccolta nel libro di Dreyer ed online si trovano molti video corsi che propongono la metodologia corretta. È innegabile che il controllo della postura durante la corsa, apporti notevoli miglioramenti alla meccanica della stessa, e che spesso soprattutto chi corre da poco oppure a ritmi lenti o molto lenti, tenda ad assumere una postura "seduta", deleteria e poco efficace. Al di la quindi dell’avvicinamento "spirituale" a questa filosofia, è sicuramente utile eseguire alcuni degli esercizi proposti per avere nuovi stimoli dalla propria azione e magari risolvere (o quantomeno alleviare) piccoli acciacchi.