Il carico giusto per allenamenti di qualità

Di ALBERTO ,

corridore
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Dalla collaborazione con Massimo Santucci

Per migliorare le prestazioni è necessario creare un carico che arrivi a condizionare ed a stimolare l’organismo. I fattori che determinano una reazione positiva sono diversi e non è semplice essere completi nell’esposizione. L’allenamento, se proposto in modo corretto, crea una situazione nuova al quale l’organismo reagisce e per adattamento migliora i suoi parametri. Nel caso gli stimoli sono proposti in forma errata; si ha uno stress negativo ed un conseguente decadimento dell’efficienza fisica. Per questo motivo è fondamentale l’alternanza e la giusta scelta dei carichi. Bisogna saper valutare esattamente le modificazioni che avverranno a carico di tutti gli apparati corporei. Tutto ciò che si propone a livello esterno, dev’essere valutato per quello che andrà condizionare a livello interno. Vediamo a grandi linee quali sono le variabili da valutare nella proposizione del carico allenante.

.Intensità della seduta (qualità)

.Volume della seduta (in tempo e km)

.Frequenze del carico all’interno del microciclo e del macrociclo (somma dei punti di sviluppo)

. Quantità di allenamento settimanale (sedute di allenamento)

. Capacità soggettiva di recupero (bontà nel recupero delle energie spese)

. Corretta alimentazione (per rifornire l’organismo)

. Attivazione mentale e derivazioni (accettazione e riflessi positivi dell’attività fisica)

. Anni di carriera (costruzione avvenuta in precedenza)

. Bontà del lavoro dei cicli precedenti (qualità già “conquistate”)

. Capacità genetiche (basi di partenza sulle quali lavorare)

L’analisi generale dell’atleta è il punto di partenza per lo studio dei programmi di allenamento. Nella fase iniziale ci sono da valutare caratteristiche fisiche di base e predisposizione a svolgere attività di una certa intensità.

In base alla reazione ai primi stimoli allenanti si potrà cominciare l’elaborazione dei dati in modo da entrare in contatto con realtà fisiologiche che differiscono in maniera sostanziale da atleta ad atleta.

Massimo Santucci

www.santuccirunning.it