Energetica della corsa, qualche cenno per iniziare a conoscerla

Di PAOLOKECORRE ,

c7 atp 2
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Per introdurre successivi argomenti, devo accennare ad alcuni principi di fisiologia ed energetica fondamentali. Credo infatti sia importante che anche chi corre per puro piacere debba sapere cosa sta facendo e cosa invece magari dovrebbe fare. Per questo è necessario sapere nelle linee generali quali meccanismi si innescano nel momento in cui ci muoviamo di corsa e non. Il motore umano è assai complesso ma molto in sintesi possiamo individuare la sua benzina fondamentale nell’ATP, una molecola che, dall’interno delle cellule, svolge il compito di vera e propria fonte di energia.

La capacità di utilizzare questa energia è legata al "costo della corsa", la variabile a cui ho già accennato nel post sul peso delle scarpe. Se quindi due runners hanno un costo uguale o simile, è facile capire che andrà più veloce chi avrà più disponibilità di energia (ATP) e sarà in grado di utilizzarla.

In realtà non è così semplice ma vediamo di capire in che direzione muoverci per incrementare la capacità dei nostri serbatoi e quella appunto di saperli utilizzare. Quando qualcuno inizia l’attività, lo fa grazie alle riserve di ATP già presenti nei muscoli che purtroppo sono però sufficienti solo per pochi secondi di attività e quindi devono essere continuamente rifornite. La grandiosità del motore umano consiste non solo nella capacità di ricostruirsi il proprio carburante, ma anche di farlo attraverso strade diverse a seconda delle velocità che deve sostenere. Se esistesse un’auto con un motore del genere sarebbe grandioso! La quantità di ATP necessaria durante l’attività fisica varia ovviamente sulla base della durata e dell’intensità della stessa, per cui chi correrà la Maratona necessiterà di "energia diversa" rispetto a chi deve giocare una partita di 90 minuti oppure correre i 100 metri.

Altra caratteristica portentosa del motore umano è la capacità di produrre la stragrande quantità di ATP di cui necessita proprio mentre compie la stessa attività e sfruttando meccanismi energetici diversi in base a ciò che deve fare, più precisamente individuati come AEROBICO e ANAEROBICO (distinto in ALATTACIDO o LATTACIDO). Tutti e tre i meccanismi consentono la produzione di energia ma ognuno segue un percorso, un principio ed un meccanismo diverso che non andremo qui ad approfondire. Il motivo per cui è utile conoscere questi meccanismi, il loro funzionamento di massima ed i loro "inneschi" è molto semplice. Spessissimo nelle nostre corse attiviamo involontariamente i meccanismi sbagliati e quindi svolgiamo lavori scorretti, a volte inutili, altre volte addirittura dannosi per le qualità che ricerchiamo.

Andremo perciò gradualmente a conoscere i meccanismi sui quali lavorare e soprattutto quali metodologie e pratiche utilizzare per migliorarli andando oltre le classiche tabelle e cercando di capire come costruirsi un proprio lavoro. Il meccanismo fondamentale che ci interessa approfondire, in quanto fondamentale per il 90% delle nostre attività di corsa e in quanto riferito a tutti gli sforzi di lunga durata e (relativa) bassa intensità, è quello AEROBICO.