Eliud Kipchoge riscrive la storia della corsa: 1h59m40s in maratona

Di GIANCARLO COSTA ,

Eliud Kipchoge corre la maratona in 1h59m40s (1)
Eliud Kipchoge corre la maratona in 1h59m40s (1)

Una giornata storica per l’atletica, per la corsa e per l’uomo quella odierna. Per la prima volta un uomo è riuscito a correre la distanza della maratona, 42,195 km in meno di 2 ore, spostando un limite che anche la scienza pensava raggiungibile tra una decina d’anni. L’uomo in questione non è uno qualsiasi, ma il fuoriclasse keniano Eliud Kipchoge, campione olimpico e mondiale, detentore del record del mondo e vincitore di 11 delle 12 maratone che ha disputato. Per un giorno cittadino del mondo, anche se le piazze delle città keniane erano piene di gente che alla fine ha esultato come quando l’Italia ha vinto i mondiali calcistici, il 34enne fuoriclasse africano ha finalizzato il progetto Ineos 1:59 Challenge, non una gara omologabile per la Iaaf, ma una prova su strada sulla distanza della maratona, con una squadra di pacemaker, gli atleti incaricati di dettare il ritmo, piena di star del mezzofondo e preparata nei minimi dettagli, da quell’Ineos del miliardario inglese Ratcliff, che sponsorizza l’ex team Sky nel ciclismo.

Questo fenomenale corridore keniano, che nel 2003 a Parigi conquistò il titolo mondiale dei 5000 metri, a 19 anni non ancora compiuti, e l’anno scorso a Berlino ha vinto con il record del mondo di 2h01’39”, ha corso con l’impressionante regolarità di 2m50s al chilometro sempre circondato da sette atleti che ogni quattro chilometri e mezzo si davano il cambio, cinque davanti schierati “a V” e due dietro, per un totale di 35 “lepri” in azione e sei di riserva, tutti campioni della corsa, come Bernard Lagat, Eric Kiptanui, l’australiano Brett Robinson, lo svizzero primatista europeo di mezza maratona Julien Wanders, lo statunitense olimpionico dei 1500 metri Matt Centrowitz, i tre fratelli norvegesi Ingebrigtsen, Henrik, Filip e il formidabile Jakob. Tutti a seguire l’auto apripista con fasci di luce verde a indicare la giusta andatura. Era il secondo tentativo del keniano, dopo quello di due anni e mezzo fa a Monza chiuso in 2h00:25, e in quest’occasione con una bella cornice di spettatori lungo l’Hauptallee nel Prater di Vienna in Austria, su un rettilineo di 4,3 km da percorrere andata e ritorno per 4,4 volte, preceduto da un tratto di lancio iniziale con partenza dal Ponte Imperiale.

La diretta televisiva su Mediaset con il commento di uno storico allenatore come Giorgio Rondelli, ha reso partecipi tutti gli appassionati di corsa, per una giornata storica per lo sport e per l’uomo, dimostrando dopo i Mondiali di Doha che l’atletica ad alto livello è uno spettacolo da seguire oltre che da praticare.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti