Corse dell’altro secolo: Ivrea-Mombarone, la storia di una Corsa in Montagna iniziata nel 1922

Di GIANCARLO COSTA ,

Edo Ruffino vincitore dell'Ivrea Mombarone 1977 (foto Ivrea Mombarone una corsa una montagna una passione)
Edo Ruffino vincitore dell'Ivrea Mombarone 1977 (foto Ivrea Mombarone una corsa una montagna una passione)

Era il 6 agosto del 1922 alle ore 3 del mattino, quando da Piazza Carlo Alberto di Ivrea, oggi Piazza Ottinetti, presero il via 33 concorrenti, con lo scopo di partecipare alla prima edizione della “Marcia di resistenza al Mombarone”, in pratica da Ivrea al Mombarone e ritorno con l’obbligo di transitare in alcuni punti fissi di controllo situati a Bienca, Andrate e San Giacomo, con l’obbligo di firma al passaggio.

Ma che Italia era quella di un secolo fa’? La prima Guerra Mondiale era finita da 4 anni, l’influenza “Spagnola” che in pratica fece in Italia più morti della guerra, da appena 2. Vittorio Emanuele III era il sovrano del Regno d’Italia e pochi mesi dopo, nell’ottobre del 1922, la “Marcia su Roma” organizzata dal Partito Fascista lo indusse ad incaricare Benito Mussolini di formare il nuovo governo, segnando di fatto l’inizio del “Ventennio Fascista”. Quell’anno si corse la decima edizione del Giro d’Italia, vinto da Giovanni Brunero di San Maurizio Canavese, quasi a conferma che nel Canavese la passione per gli sport di fatica, a piedi o in bicicletta, era molto forte, in tempi in cui si faceva sentire la recessione per la guerra e non c’erano tante altre soluzioni per il tempo libero. Due anni dopo, alle Olimpiadi di Parigi 1924, Romeo Bertini vinse la medaglia d’argento nella Maratona (che viste le strade dell’epoca altro non era che un moderno trail sterrato) e Ugo Frigerio la medaglia d’oro nei 10km di Marcia, a ben vedere specialità progenitrici della Marcia Alpina, successivamente diventata Corsa in Montagna.

In quel contesto si disputò l’Ivrea-Mombarone-Ivrea, di cui certo era il dislivello (2100m dai 271m di Ivrea ai 2371m della Colma del Mombarone), ma non il chilometraggio, visto che poi si poteva passare dove si voleva a parte i 3 punti di controllo già citati. Rinaldo Bovo fu il primo vincitore, con il tempo di 5h35’00”, tempo incredibile all’epoca, visto che si stimava in 8 ore, ancor più incredibile fu che i primi 4, oltre a Bovo, Luigi Sandri, Felice Pennato e Nino Crotta, arrivarono nello spazio di 6 secondi! Il vincitore fu premiato con una medaglia di argento dorato, un diploma e 300 lire dell’epoca! Nel 1923 si disputò la seconda edizione, con una modifica del percorso di ritorno, che prevedeva il passaggio da Borgofranco con il rientro a Ivrea al “passo”, vinta da Felice Pennato con il tempo di 5h27’00”. La terza e ultima edizione si disputò il 13 luglio 1924, fu vinta da Giuseppe Ferrera con il tempo record di 5h07’23”. Questo atleta partecipo’ poi alla Maratona delle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, arrivando 34° in 2h53’, in una maratona vinta in 2h32’.

Ferrera fu il primo di diversi atleti che passarono dal successo di un’Ivrea-Mombarone alle Olimpiadi: Arianna Follis vincitrice nel 1999 bronzo olimpico nello sci di fondo a Torino 2006, oltre a oro e argento Mondiale, Catherine Bertone vincitrice con record nel 2014 e protagonista in Maratona alle Olimpiadi Rio 2016, Valeria Straneo non vincente sul Mombarone, ma poi argento Mondiale ed Europeo di Maratona, Davide Milesi che nel suo palmares vanta anche 2 successi all’Ivrea-Mombarone oltre a una Coppa del Mondo a squadre di Maratona e a una collezione infinita di titoli mondiali a squadre in corsa in montagna, per finire con il più grande di tutti, il neozelandese Jonathan Wyatt ora Presidente WMRA la Federazione Mondiale della Corsa in Montagna, che oltre a 6 titoli Mondiali di corsa in montagna, ha partecipato a 2 Olimpiadi: Sidney 2000 e quella famosa per noi italiani di Atene 2004 con il trionfo di Stefano Baldini. Jonathan Wyatt nel 2014 ha vinto e stabilito il record di 1h55’17” dell’Ivrea-Mombarone, dando con la sua partecipazione lustro ad una manifestazione che è la storia stessa della Corsa in Montagna.

Una storia ricominciata il 10 ottobre 1976, con la corsa in salita da Ivrea a San Giacomo di Andrate, una prova generale di corsa in salita di 12 km con 1000 metri di dislivello, organizzata dagli Andratesi che già immaginavano quel che sarebbe successo nei 43 anni successivi. A vincere quella prova fu il valdostano Erminio Nicco in 1h08’13”, grande protagonista nazionale non solo della Marcia Alpina, ma anche di Maratona e gare su strada. Quindi gli Andratesi e l’Associazione sportiva Amici del Mombarone, capitanati da “Patron” Giuseppe Nicolotti, lavorarono tra le quinte per un anno per quella che è stata la “prima Riedizione dell’Ivrea-Andrate-Mombarone”, questa volta di sola salita, 2100m di dislivello e un po’ di più dei 20 km attuali perché fino a Valneira si correva sulla strada sterrata senza i tagli per il sentiero, datata 2 ottobre 1977. Partirono in 54, il meglio della Marcia Alpina Piemontese, tra cui due donne: Franca Peretto che vinse (3h59’19”) le prime 2 edizioni ed Elena Bianchetti, che nel corso degli anni ne vinse ben 5 di edizioni. A scrivere per primo il suo nome nel prestigioso Albo d’Oro dell’Ivrea-Mombarone fu Edo Ruffino in 2h15’49”, su Marco Treves e il fratello Elio Ruffino. Rivincita un anno dopo, 1 ottobre 1978, con il valdostano Donato Ducly che in 2h12’37” supera il vincitore della prima edizione Edo Ruffino, mentre tra le donne vince ancora Franca Peretto su Elena Bianchetti, ma questa volta in 3h40’07”, quasi 20 minuti in meno.

In 43 edizioni tanti campioni sono passati sui sentieri dell’Ivrea-Mombarone, e rimando all’Albo d’Oro per non far torto a nessuno, alcuni addirittura senza vincere, come Xavier Chevrier, Bruno Brunod, Marco Olmo, Erminio Nicco, altri non ci sono più ed erano amici, oltre che miei compagni di squadra, come Mauro Fogu (3 volte vincitore e primo a correre in meno di 2 ore) e Leonardo Follis. Abbiamo visto i grandi corridori africani sui nostri sentieri, come il keniano Julius Rono e l’ugandese Jean Marie Uwajeneza, vincitori rispettivamente nel 2016 e nel 2015. Tra le donne siamo passati dal 3h59’19” di Franca Peretto della prima edizione al record 2h15’08” di Camilla Magliano del 2017, atleta dal talento cristallino come le sue articolazioni che la costringono a lunghi periodi di stop, in mezzo tante campionesse della corsa in montagna e skyrunning, con il record di 6 successi di Ornella Bosco.

Fin dalla sua rinascita, dopo le 3 edizioni degli anni ‘20, questa gara è sempre stata l’oggetto del desiderio di chi corre in montagna, sia negli anni ‘70 quando era considerata una gara estrema, che negli ultimi anni, quando gare ben più lunghe e blasonate sembrano averla messa in secondo piano, ma nessuna di loro avrà il fascino di una “Classica Monumento” della Corsa in Montagna come l’Ivrea-Mombarone, che ho avuto l’onore e la fortuna di vincere 2 volte.

Bibliografia

L’Ivrea-Mombarone una corsa, una montagna, una passione – Autori Valanzano, Modina, Bianchetti (Bolognino Editore)

Ivrea-Mombarone una corsa tra immagini e pensieri – a cura di Bonino, Fornero Monia, Leonardi, Modina, Ravetto Enri, Zodo (Tipografia Giglio Tos)

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti