A Coazze è risorta la Corsa Alpina al Colle Bione, Paolo Bert e Paola Martoglio gli emuli dei fratelli Ruffino

Di GIANCARLO COSTA ,

Podio maschile e femminile con Elio Ruffino della Corsa Alpina al Colle Bione (foto Degiovanni)
Podio maschile e femminile con Elio Ruffino della Corsa Alpina al Colle Bione (foto Degiovanni)

Quando si parla di “storia”, sia pure quella minore dello sport un tempo considerato tra i più poveri ed anticamente chiamato “Marcia Alpina”, e si guarda al Piemonte, non può sfuggire la realtà Coazzese ed il Colle Bione.
Al vero, fin dai tempi ante Fidal (1977 – prima edizione) la gara si definiva già “Corsa Alpina” mediando tra il sostantivo antico ed il futuro “Corsa in Montagna”.

La Corsa Alpina al Colle Bione ha ripreso vita dopo anni di “vacanza” ad opera degli eredi della passione sportiva dei Commendatori Ferruccio Tessa ed Ezio Rosa Brusin e della competenza organizzativa dei “Des Amis”, la compagine che ha preso il testimone delle storiche U.S. Coazze ed Atletica Val Sangone.
Un breve cenno allo schieramento di autorità atletiche che hanno frequentato, con successo, lo scenario della Corsa Alpina al Colle Bione: dai fratelli Ruffino a Donato Ducly, da Pierpaolo Fontan a Franco Naitza e poi ancora Gabriele Abate, Massimo Galliano, Paolo Bessone, Ivana Ricca, Mariangela Grosso, Gisella Bendotti.
Il capolavoro della corsa Coazzese rimane, però, la prova unica del Campionato Italiano di Gran Fondo del 1989 che laureò in tal senso il Forestale Davide Milesi.

Il Colle Bione, targato 2019, si è ricelebrato domenica 19 in una giornata meteorologicamente complicata che ha esaltato le qualità degli atleti (120) e le capacità degli organizzatori.
La gara ha visto il rientro in competizione di Paolo Bert vittima recente di un serio infortunio. L’atleta di Bricherasio, quest’anno in “esclusiva” alla Podistica Valle Infernotto, si è presentato al via per “collaudare la forma” e si può ben dire che il collaudo è andato a buon fine. Come consuetudine ha preso la testa del gruppo fin dall’avvio tallonato da Andrea Negro autore di una eccellente salita, dall’esperto Luca Vacchieri e dal giovanissimo Gian luca Ghiano. La discesa ha esaltato la tenuta di Bert e le qualità funanboliche di Vacchieri fino a determinare il seguente risultato finale: 1° Paolo Bert (Pod. Valle Infernotto – 56’11”), 2° Vacchieri Luca (Des Amis – 56’58”), Negro Andrea (Des Amis – 57’12”).
La gara femminile ha visto prevalere l’atleta di casa Paola Martoglio in 1’15’27” davanti a Romina Usseglio (Des Amis – 1.16’56”) e Alice Prin (Atletica Susa – 1.18’03”).

Da rilevare che la corsa Coazzese rientrava tra le prove del Trofeo delle Valli, un circuito che ha anche l’obiettivo di ridare spazio e dignità alle Corse in Montagna tradizionali nel tempo degli imperanti Trail. Del Circuito fanno parte anche il Memorial Maurino di Villar Bagnolo, la LazArun in programma per domenica 16 Giugno a Pramollo e lo storico Castelluzzo che domenica 26 Maggio celebrerà a Torre Pellice la sua edizione 2019.

Di Carlo Degiovanni

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti