Carrera de Baja Mexican Trail di Marina Plavan

Di GIANCARLO COSTA ,

Marina Plavan vincitrice della Carrera de Baja con Marco Olmo (foto organizzazione)
Marina Plavan vincitrice della Carrera de Baja con Marco Olmo (foto organizzazione)

Di Marina Plavan

“Messico e nuvole, la faccia triste dell’America, il vento soffia la sua armonica, che voglia di piangere ho….”

Queste sono le parole di una famosa canzone che hanno accompagnato i giorni precedenti il mio viaggio in Messico e che ancor oggi mi sembra di sentire riecheggiare nelle mie orecchie.

Carrera de Baja, è una corsa podistica spalmata su cinque tappe, distanza kilometrica circa 100 km, nella terra dei cactus, laddove poco tempo fa si è abbattuto un disastroso uragano, noi atleti purtroppo abbiamo visto i risultati.

Al nostro arrivo questa terra Messicana trasudava ancora acqua, strade devastate e sentieri sconnessi, che però non ci hanno impedito di portare a termine questa corsa. Questa gara a tappe era suddivisa nel seguente programma : le prime tre tappe, decisamente lunghe, e due tappe diciamo corte, una decina di chilometri, ma molto tecniche, che naturalmente la sottoscritta ha apprezzato tantissimo.

Raggiungere Baja California non è semplice, parecchie tratte in aereo, per gli spostamenti spiccioli si usavano i pulmann; questi viaggettini giornalieri stemperavano le difficoltà dei percorsi delle singole tappe. Punto d’appoggio per le prime tre tappe, Loreto, una bella e piccola cittadina posta sul mare di Cortes (Golfo di California), mare molto calmo e caldo, questo è il luogo ideale per alcune specie di balene che scelgono questo golfo per far nascere i loro piccoli. Durante la nostra vacanza Messicana ci ha accompagnato un ottimo meteo, sole quasi estivo e temperature elevate; la nostra avventura podistica è iniziata con la prima tappa, una ventina di km in mezzo ai cactus, su un terreno abbastanza sconnesso ma tutto pianeggiante dove ci siamo resi conto che era fondamentale portarsi appresso acqua non solo per dissetarsi ma per rinfrescarci la testa, infatti senza queste mini docce la nostra capoccia sarebbe bollita!

Il giorno successivo, la seconda tappa con una distanza oltre i 30 km e un dislivello importante di oltre 500 metri sempre in mezzo ad un paesaggio caratterizzato da cactus e altre piante pungenti, fondo sconnesso nella prima parte con difficoltà tecniche apprezzabili, poi il tracciato scorreva lungo dei fiumi, in alcuni tratti il fiume era in secca mentre in alcuni l’acqua ti sfiorava le caviglie, questo pediluvio inatteso ci ha rinfrescato gradevolmente, terminato il tratto fluviale siamo arrivati al mare, sulla spiaggia di Loreto. In questa tappa, nonostante le raccomandazioni degli organizzatori, quasi tutti i concorrenti , nel pezzo tecnico, hanno abbracciato un cactus con le conseguenze del caso, abbiamo pure incontrato dei serpenti.

Terza tappa oltre 20 i km, con partenza in un caratteristico canyon pietroso e susseguente discesa, anche in questo caso il fiume era in secca e il suo letto era molto ampio, gran finale in piazza a Loreto dove parte il famoso “Camino Real” messicano.

Dopo queste tre tappe eccoci invece catapultati sull’isola di Magdalena , raggiunta con tre ore di pulmann e almeno mezzora di barchetta, laddove abbiamo potuto affrontare le temute dune di sabbia. Ghette si ghette no, ognuno di noi era preoccupato della sabbia finissima che poteva entrare nelle scarpe, questa particolarità del terreno poteva dare il colpo di grazia ai nostri piedi già martoriati dai numerosi chilometri percorsi, arrivo sulla bellissima spiaggia di conchiglie sull’Oceano Pacifico; paesaggisticamente la più bella delle tappe, anche perché non siamo abituati a paesaggi mozzafiato come questi.

Infine l’ultima tappa, ultimo round podistico della gara, che alternava tratti da percorrere sulla sabbia delle spiaggette a dure e ripide salite e discese, per poi di nuovo ripiombare nella sabbia. Tappa insomma molto simile alle nostre gare di montagna, in mezzo a cespugli pungenti e agavi che ornavano questo stupendo paesaggio.

In questo lussuoso ambiente, tra risate e abbuffate, gli atleti in gara si sono stretti in un’amichevole gruppo, visto che i runners provenivano da: Italia, Stati Uniti, Svizzera, Francia, ed erano presenti pure degli atleti locali. Un’atleta d’eccezione ha corso al nostro fianco, quel Marco Olmo, ancor oggi capace di impensierire atleti giovincelli. Al termine si sono stilate le classifiche sia maschili che femminili, della gara lunga, e anche di quella corta, tre tappe di 10 km circa.

Nella lunga vittoria maschile del francese Patrik Rossi in 7h07'51” su Passalacqua Francesco in 7h19'04” e Gialuca Barbero in 7h32'47”. Vittoria femminile della sottoscritta in 8h32'26” su Fabiola Spinelli 8h46'32” e Sabrina Gasparotto in 9h40'25”.

Scenario d’eccezione per le premiazioni sul lungomare di La Paz, con la presenza delle autorità locali e dei numerosi atleti messicani che in occasione dell’ultima tappa si erano confrontati con noi della gara a tappe e non poteva mancare un trofeo a forma di cactus nella mia collezione!

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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