Campionati Mondiali di trail a Badia Prataglia: Italia femminile d’argento e Silvia Rampazzo di bronzo, titoli a Hernando e Roche

Di GIANCARLO COSTA ,

Silvia Rampazzo bronzo Mondiale di Trail (foto fb corsainmontagna)
Silvia Rampazzo bronzo Mondiale di Trail (foto fb corsainmontagna)

Italia due volte sul podio nei Campionati Mondiali di trail a Badia Prataglia (Arezzo). La formazione azzurra conquista il secondo posto nella classifica femminile, trascinata da Silvia Rampazzo che si mette al collo la medaglia di bronzo individuale in 5h11:07 dopo 49 chilometri. Per il risultato di squadra, fondamentali anche i risultati di Gloria Giudici, 12a in 5h25:36, e Barbara Bani, 15a con 5h28:25. Tra i sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in gara 266 atleti: 153 uomini e 113 donne, da 38 diverse nazioni.
Successi individuali allo spagnolo Luis Hernando (4h23:31) e alla francese Adeline Roche (5h00:44), entrambi d’oro anche con la squadra. Al femminile bronzo alla Spagna, mentre il podio maschile viene completato da Francia e Stati Uniti, con il team italiano quarto. Migliore degli azzurri Christian Pizzatti, dodicesimo con 4h42:56, seguito da Stefano Fantuz (16° in 4h45:21) e Luca Carrara (24° in 4h54:24). Tra le donne più dietro Lidia Mongelli (21esima con 5h36:31), Lisa Borzani (24esima con 5h38:22) e Lara Mustat (35esima con 5h56:05), al maschile Massimo Mei (32° in 4h59:19), Fabio Ruga (50° in 5h14:00) e Georg Piazza (65° in 5h25:40). A livello individuale, argento per lo spagnolo Cristofer Clemente (4h24:31) e bronzo al francese Cedric Fleureton (4h28:03), nella gara femminile piazza d’onore per l’altra francese Amandine Ferrato (5h00:47), appena tre secondi alle spalle della connazionale Roche.

Un percorso difficile da interpretare, 49 chilometri con quasi 6000 metri di dislivello totale: molto veloce nella prima parte e muscolare nella seconda, quando le gambe dei concorrenti cominciano a dare segni di cedimento. L’anello ha toccato località di notevole fascino come l’Eremo di Camaldoli, la diga di Ridracoli, La Lama e chiesetta di Pietrapazza coinvolgendo sette comuni del territorio. Dopo 9 chilometri, il primo a passare all’Eremo di Camaldoli è stato l’americano Andy Wacker davanti al francese Cedric Fleureton e al campione del mondo in carica Luis Alberto Hernando. Nelle posizioni che contano un altro americano, Cody Red, e lo spagnolo Miguel Caballero. Al femminile la statunitense Ladia Albertson conduce sulle francesi Adeline Roche e Amandine Ferrato. In casa Italia quinta posizione temporanea per Silvia Rampazzo, 10ª Gloria GIudici, 11ª Barbara Bani. Dopo 25 chilometri, alla diga di Ridracoli, il transalpino Fleureton si è messo davanti dando il cambio a Wacker. Terzo assoluto sempre lo spagnolo Hernando. In quarta e quinta posizione ancora due francesi, Nicolas Martin e Ludovic Pommeret. Anche al femminile cambio al vertice con la francese Roche e la compagna di nazionale Ferrato che provano a mettere la freccia sulla Albertson. Sempre quinta una super Silvia Rampazzo.

In località Prato ai Grilli, archiviata la parte più muscolare di questo Mondiale, è passato in solitaria il transalpino Fluereton. Nonostante un evidente problema alla gamba, secondo uno stoico Luis Hernando a meno di 2 minuti. In terza posizione il finlandese Henri Ansio, segue un altro francese Ludovic Pommeret, decimo Christian Pizzatti. Sul traguardo Hernando vince e si riconferma campione del mondo come nel 2016 sul connazionale Clemente e un provato Fleureton, al femminile chiudono quasi appaiate le due francesi Roche e Ferrato.

Fonte fidal

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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