Campionati Europei di Maratona: bronzo Yassine Rachik, oro Italia maschile, argento femminile

Di GIANCARLO COSTA ,

Yassine Rachik bronzo nei Campionati Europei di maratona (foto fidal)
Yassine Rachik bronzo nei Campionati Europei di maratona (foto fidal)

Tre medaglie per l’Italia nella maratona ai Campionati Europei di Berlino. Due volte sul podio gli uomini che conquistano la vittoria nella classifica a squadre trascinati dal bronzo individuale di Yassine Rachik, mentre le donne sono d’argento con il team. Il 25enne bergamasco difende il terzo posto dopo una gara condotta nel gruppo di testa e migliora nettamente il record personale sui 42,195 chilometri con 2h12:09, per oltre un minuto di progresso. Alle spalle del portacolori dell’Atletica Casone Noceto c’è il brillante quinto posto di Eyob Faniel, 25enne vicentino delle Fiamme Oro, per chiudere in 2h12:43. Nel successo per nazioni davanti a Spagna e Austria si rivela fondamentale anche il risultato di Stefano La Rosa, che stringe i denti nel finale: il 32enne carabiniere grossetano arriva dodicesimo con 2h15:57 sulle strade della capitale tedesca. Oro al sorprendente belga Koen Naert (2h09:51), argento per lo svizzero Tadesse Abraham (2h11:24), campione continentale 2016 di mezza maratona, nel giorno del suo 36° compleanno. A livello maschile per l’Italia è la quarta affermazione in Coppa Europa di maratona che segue quelle del 1981, 1998 e 2006. Per regolamento, le medaglie a squadre entrano nel computo del medagliere e quindi la formazione azzurra sale a 6 metalli in questa edizione degli Europei con un oro, un argento e quattro bronzi, dopo i tre terzi posti nelle giornate precedenti: Yeman Crippa (10.000), Yohanes Chiappinelli (3000 siepi) e Antonella Palmisano (20 km di marcia).

Le dichiarazioni di Yassine Rachik: “Ci credevamo, era veramente un sogno e sono riuscito a realizzarlo. Ho fatto una gara molto coraggiosa, cercando di spingere fino alla fine. Nonostante il caldo siamo riusciti a dare il massimo, in una sfida uomo contro uomo, e a portare questa doppia medaglia che per me vale davvero tanto. Ho anche sperato nell’oro a un certo punto, ma non era per niente facile. Mi sono allenato moltissimo, soprattutto nell’ultimo periodo, anche se ho avuto qualche problema fisico. La medaglia di oggi conta molto di più di quella giovanile. Peccato per l’assenza di Daniele Meucci, ma ho dimostrato che basta crederci e non arrendersi”.

L’ORO DI SQUADRA - Per tutta la gara il team italiano è in testa nella classifica a squadre, in base alla somma di tre tempi, e ci rimane fino alla fine. Quasi due minuti di vantaggio per gli azzurri con un crono complessivo di 6h40:48, argento alla Spagna (6h42:43) e bronzo all’Austria (6h49:29), malgrado l’assenza del campione uscente Daniele Meucci. Nella cerimonia di premiazione a consegnare le medaglie è Stefano Baldini, attuale direttore tecnico nazionale del settore giovanile e allo sviluppo, oro olimpico di maratona ad Atene 2004 che agli Europei ha vinto due volte il titolo (1998 e 2006).

La gara - Il belga Koen Naert, 29 anni il 3 settembre, si mette al collo la sua prima medaglia internazionale ed è un oro, togliendo quasi mezzo minuto al personale con 2h09:51, primato dei Campionati Europei, corso in “negative split” nonostante la temperatura crescente (1h05:54 nella prima metà, 1h03:57 nella seconda). Compleanno d’argento per il 36enne svizzero di origine eritrea Tadesse Abraham (2h11:24). Ambedue erano stati tra i migliori europei nell’ultima maratona di New York: l’elvetico quinto e il belga ottavo. L’azzurro Yassine Rachik (2h12:09), con un progresso di un minuto e 13 secondi, respinge il rientro dello spagnolo Javier Guerra che si deve accontentare del quarto posto (2h12:22) come a Zurigo nel 2014. Due azzurri tra i primi cinque: il veneto Eyob Faniel, allievo di un big come Ruggero Pertile, è quinto al traguardo in 2h12:43. Il sigillo sulla vittoria a squadre arriva con il dodicesimo posto del toscano Stefano La Rosa, 2h15:57 per l’esperto azzurro allenato da Giuseppe Giambrone, alla terza presenza di fila in maratona dopo le Olimpiadi di Rio e i Mondiali di Londra.

Maratona femminile

Agli Europei di Berlino l'Italia conquista l'argento nella classifica a squadre della maratona femminile, una medaglia che entra a tutti gli effetti nel medal table azzurro. È il frutto del sesto posto di Sara Dossena (2h27:53), dell'ottavo di Catherine Bertone (2h30:06) e del quattordicesimo di Fatna Maraoui (2h34:48). La somma dei tempi delle prime tre azzurre è 7h32:46, battuto soltanto dalla Bielorussia che piazza tre maratonete tra le prime cinque e conclude in 7h21:54. Terza la Spagna il cui terzetto completa i 42,195 km in un complessivo 7h44:06. In chiave individuale, l'oro europeo è della bielorussa Volha Mazuronak (2h26:22) nonostante un'abbondante perdita di sangue dal naso nelle fasi iniziali della maratona. Vittoria in volata negli ultimi cento metri sulla francese Clemence Calvin (2h26:28), all'esordio in maratona, mentre il bronzo lo guadagna l'ex sciatrice di fondo ceca (tre volte ai Giochi olimpici invernali) Eva Vrabcova-Nyvltova (2h26:31) staccata negli ultimi due chilometri. Buone le prove delle azzurre, e in particolare della triatleta bergamasca Dossena che alla seconda maratona in carriera diventa l'undicesima italiana di sempre e migliora il PB di quasi due minuti (1:46) rispetto all’esordio dello scorso novembre a New York (2h29.39, sesta). Grande cuore e coraggio per la quarta azzurra, Laura Gotti, sofferente e al passo negli ultimi chilometri, ma determinata a terminare la gara ad ogni costo (3h34:13).

TRIO D'ARGENTO - La freschezza di Sara Dossena, l'esperienza di Catherine Bertone e Fatna Maraoui. Fino alla mezza, Dossena e Bertone tengono il ritmo delle migliori, tenuto alto dalla bielorussa Mazuronak (35:12 ai 10km, 1h14:00 a metà gara, 1h44:35 ai 30km), protagonista in lungo e in largo non soltanto per l’oro finale ma anche per il fuori programma del sangue che le esce dal naso prima del passaggio ai 10km e le ricopre il volto in maniera preoccupante. È al giro di boa che la bielorussa, primatista europea stagionale e quinta ai Giochi di Rio, comincia a far selezione e costringe le azzurre a rincorrere. Ma non cedono, né la 33enne triatleta del team Laguna Running allenata da Maurizio Brassini, né la 46enne pediatra valdostana dell’Atl. Sandro Calvesi, mamma di Corinne ed Emilie, seguita dal coach Roberto Rastello. E con loro, prosegue una prova di qualità anche Fatna Maraoui, la 41enne allenata da Fabio Martelli nell’Esercito, il cui terzo posto risulterà fondamentale per l’argento azzurro, vista anche l’assenza della migliore dell’anno (Giovanna Epis) e della primatista italiana Valeria Straneo. Dossena (seconda metà in 1h13:57) fa gruppetto con la svizzera Strahl e la bielorussa Ivanova che nel finale le sfila il quinto posto. Bertone scalza la spagnola Gebre per l'ottava piazza e sigla la seconda prestazione in carriera dopo le 2h28:34 di Berlino 2017, Maraoui difende la posizione dalla britannica Barlow, e la bella rivelazione Laura Gotti è esemplare per la volontà di non arrendersi benché non sia la sua migliore giornata dell’anno. Cammina per lunghi tratti, la 27enne parrucchiera bresciana del team Runners Capriolese (la allena Luigi Ferraris). E riesce ad arrivare al traguardo, onorando la maglia.

Le dichiaraioni delle azzurre. Inizia Bertone: “Il mio obiettivo era entrare nelle dieci e contribuire alla medaglia. Volevo anche fare il personale, ma oggi è stata una gara molto particolare e non ce l’ho fatta, sarà per la prossima. Oggi sono contenta perché c’era tutta la mia famiglia a tifarmi”. Maraoui: “Questo argento lo dedico a mia mamma che è molto malata”. Dossena: “Abbiamo fatto tutte la nostra parte e siamo state ricompensate da questa medaglia”.

Fonte fidal

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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