3030 Triple Vertical K: la sfida verticale della Susa-Rocciamelone che viene dal passato

Di GIANCARLO COSTA ,

01 Daniele Fornoni in testa alla Susa Rocciamelone (foto www.stillphoto.eu)
01 Daniele Fornoni in testa alla Susa Rocciamelone (foto www.stillphoto.eu)

Primo settembre 1358, il cavaliere Bonifacio Rotario d'Asti torna miracolosamente vivo dalle crociate. Era stato catturato dai turchi e durante la prigionia aveva fatto voto alla Madonna di dedicarle una statua sulla montagna più alta allora conosciuta. Questa era il Rocciamelone, che allora era vista dai viandanti che valicavano le Alpi attraverso il passo del Moncenisio. Ancora non si misuravano le altezze delle montagna e la cima del Rocciamelone era proprio quello che faceva al caso suo. Con i portatori e la statua iniziò la salita verso la vetta, il voto fu realizzato, quella statua si trova nella cattedrale di Susa, mentre una copia fa bella mostra di se ai 3538 metri della vetta e una copia si può vedere sul tetto del santuario di Mompantero, anche passando velocemente sull'autostrada. Passano gli anni e nel 1957 Gioacchino Volturo, a cui piace salire e scendere le montagne si prende la briga di misura per la prima volta il tempo che occorre per il Rocciamelone. Si fa firmare dalle persone che incontra sul sentiero un foglio con l'ora del passaggio, in discesa rompe addirittura le scarpe ed il rientro a Mompantero è anche doloroso. Risultato: 3h47', il primo tempo record registrato sul Rocciamelone.

Gli anni passano e c'è chi sale e scende le montagne per sport, ed in Valle di Susa e nelle vallate limitrofe ci sono parecchi corridori forti proprio in questa specialità. Nel 1988 uno di loro, già famoso per le sue discese spericolate, Elio Ruffino di Giaveno, realizza quello che ancor oggi è il record, 3h14' per la salita e la discesa, 2h17' per la salita, con un altro corridore, Ivol, che nel tratto di sola salita fa ancora meglio, 2h14'.

Ma oggi tocca a noi: un gruppo di amici con la passione d'inventarsi nuove sfide sportive di corsa in montagna:, Maurizio Scilla, Nico Valsesia, Marco Abbà e Sergio Gallicet, decidono di organizzare una corsa ad inviti, un'edizione zero per la Susa-Rocciamelone, 3030 metri di dislivello di sola salita in 10,3 km, il triplo kilometro verticale, una gara unica in Europa. E' stata un'edizione per testare un po' tutto, percorso, tempi logistica, e 17 corridori entusiasti hanno risposto a quest'invito.

Comunque sia alle 8,30, dopo il colpo di pistola di Gioacchino Volturo, il primo recordman, dal municipio di Susa ci trasferiamo al santuario di Mompantero per la partenza vera e propria. I primi metri di strada ed il sentiero sono subito un budello, ma non c'è ressa, perché siamo in pochi e perché ognuno corre seguendo il proprio istinto, qualcuno usa i bastoncini per la salita altri no. Nella zona del Truc si respira un po', un morbido e largo sentiero pianeggiante ci porta al rifornimento e all'imbocco di un prato, dove invece si capisce perché questa potrebbe essere considerata una gara estrema. Nico e Mau hanno tracciato per la massima pendenza su per i prati, roba da ribaltarsi o scivolare all'indietro, visto che la pioggia era caduta copiosa la sera prima. Dopo aver cercato, inutilmente, di farci esplodere i polpacci, prendiamo il sentiero che porta al Rifugio Ca d'Asti, quota 2850, da qui ancora 700 metri di dislivello da superare, tra nebbia che viene e che va, qualche pietra scivolosa e la quota che inizia a fare il suo lavoro. Poi l'arrivo al bivacco di vetta, con Elio Ruffino, il recordman, che ci aspetta, per vedere chi porterà avanti il testimone di queste leggendarie corse in montagna.

Daniel Fornoni ha preso la testa fin da subito e allungato progressivamente vincendo in 2h32'07", l'unico che ha cercato di tenergli testa è stato Matteo Ghezzi, che ha chiuso in 2h36'57", poi lotta a tre con Massimo Tagliaferri che la spunta per il terzo posto in 2h38'54" su Giancarlo Costa quarto in 2h39'39" e Francesco Zucconi quinto in 2h40'53". Un inossidabile Marco Olmo finisce sesto in 2h42'54", Pablo Barnes settimo in 2h47'28", Andrea Vipiana ottavo in 2h49'40", Daniele Gaido nono in 2h55'19", Giovanni Montini decimo in 3h16'17", De Alessandri undicesimo in 3h16'42" e Giovanni Isabella dodicesimo in 3h17'10".

Poche ma buone le ragazze, con Cecilia Mora che fa la parte della leonessa aggiudicandosi questa sfida in 2h43'50", la francese Corinne Favre seconda in 2h56'54", Marcella Belletti terza in 3h02'16", Giuliana Arrigoni quarta in 3h20'05" e Virginia Oliveri quinta in 3h28'54".

Appuntamento per l'agosto-settembre 2011 per la prima edizione della Susa-Rocciamelone, la sfida dei camosci.

In allegato la classifica completa.

Guarda la galleria fotografica completa della Susa-Rocciamelone su www.stillphoto.eu

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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